Assalto ai furgoni, beccati “gli specialisti di Orta Nova”. Quattro arresti per le rapine sulle strade del Gargano: bottino 250mila euro

Gli indagati avrebbero agito a Sannicandro Garganico e San Giovanni Rotondo con lo stesso modus operandi. Incappucciati e armati di pistole e fucili a canne mozze. Vittime sequestrate

Sgominata la banda che assaltava furgoni di sigarette. All’alba di oggi, carabinieri e cacciatori hanno arrestato quattro persone di Orta Nova, tutte già note ai militari. “Non sprovveduti ma specializzati in attività di questo tipo”, hanno detto gli uomini dell’Arma nel corso di una videoconferenza stampa. In manette Vincenzo Santoro, classe ’68, Michele Carbonaro, classe ’69, Alessandro Palumbo, classe ’83 e Donato Russo, classe ’83, i primi tre in carcere, l’ultimo ai domiciliari.

Gli indagati avrebbero agito il 26 settembre 2019 a Sannicandro Garganico (bottino 100mila euro) e il 21 novembre dello stesso anno a San Giovanni Rotondo (bottino 150mila euro) con identico modus operandi. Incappucciati e armati di pistole e fucili a canne mozze, a bordo di due veicoli.

A settembre entrarono in azione presso il santuario di San Nazario. In quel caso il furgone da ripulire usufruiva anche di un veicolo di scorta. Alcuni malviventi si occuparono del sequestro dei conducenti, poi abbandonati in aperta campagna. Gli altri portarono via i tabacchi per effettuare il trasbordo su un mezzo di fiducia.

Stessa scena a San Giovanni Rotondo dove i banditi costrinsero il conducente, sotto la minacciata armata, a salire su una delle auto utilizzate per la rapina. La vittima tolse la chiave al mezzo mandandolo in blocco ma un veicolo dei rapinatori era predisposto con molle installate sul paraurti posteriore, così riuscirono comunque a spingere il furgone verso un casolare vicino.

Il giorno dopo al colpo di San Giovanni, i carabinieri, durante perlustrazioni, individuarono un furgone alla periferia di Orta Nova, nei pressi di un’officina, base logistica della banda. Il mezzo aveva caratteristiche identiche a quello rapinato. Il titolare dell’attività, un insospettabile, è finito ai domiciliari per favoreggiamento.

La ricostruzione dei carabinieri

L’attività investigativa ha consentito in tempi brevi di individuare i membri della banda criminale e di recuperare il furgone utilizzato per il trasporto dei tabacchi per la rapina del 26/09/2019 e i mezzi utilizzati per la rapina del 21/11/2019.

Lo scrupoloso studio dei filmati estratti dal sistema di videosorveglianza dei furgoni rapinati e di quelli acquisiti dalle telecamere presso un’autofficina di Orta Nova, individuata come base logistica del gruppo criminale, ha portato all’accertamento delle fasi di preparazione, conservazione ed occultamento dei mezzi utilizzati per le rapine, mentre i servizi di osservazione e le articolate attività tecniche, hanno consentito di acquisire importante materiale probatorio nei confronti degli arrestati.

Le immagini acquisite dalle telecamere installate sui mezzi rapinati hanno, inoltre, messo in evidenza che l’assalto ai furgoni è avvenuto nell’indifferenza dei passanti che, per la condotta violenta dei rapinatori, armati e travisati, hanno comprensibilmente preferito allontanarsi il prima possibile, ben guardandosi però, in modo meno giustificabile, dall’allertare le Forze dell’Ordine su ciò che stava accedendo proprio sotto i loro occhi. 

Momento cruciale per le indagini è stato l’individuazione dell’autofficina alla periferia di Orta Nova, dove i mezzi venivano preparati per gli assalti ai furgoni che trasportavano tabacchi lavorati esteri.

Nel cortile antistante, infatti, il 22 novembre scorso, quindi giorno successivo alla rapina a San Giovanni Rotondo, i carabinieri nel corso di un servizio di osservazione avevano notato un furgone che, identico per modello e colore, presentava le stesse caratteristiche di quello utilizzato il giorno prima per caricare i tabacchi (danni sulla carrozzeria e sul paraurti posteriore, scolorimento di alcune lettere del modello del mezzo), immortalato durante le fasi della rapina dal sistema di video sorveglianza presente sul furgone rapinato. Solamente la targa era diversa. 

Convinti che il mezzo presente in officina fosse lo stesso utilizzato nel corso dell’ultima rapina, i militari, d’accordo con la Procura della Repubblica, avevano allora proceduto al controllo sia del furgone che dell’intero locale, recuperando così: all’interno del furgone la targa utilizzata nel corso della rapina; la Volkswagen Bora utilizzata per spingere il furgone rapinato per alcuni chilometri, fino ad un capannone abbandonato dove era poi avvenuto il trasbordo dei tabacchi.  

Ancora una volta il binomio formato dalle investigazioni “tradizionali” e da quelle “tecniche” si è rivelato vincente.

Le immagini catturate dalle telecamere posizionate nei pressi dell’autofficina hanno infatti consentito di identificare le persone che si erano  avvicendate su quei mezzi nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla seconda rapina. 

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali, la localizzazione di mezzi e l’analisi dei tracciati di tabulati telefonici e celle agganciate, hanno corroborato e messo a sistema gli elementi di prova a carico degli odierni arrestati. 

Tali riscontri hanno quindi consentito agli investigatori delle due Compagnie di San Severo e San Giovanni Rotondo di redigere un’informativa conclusiva congiunta che, elaborata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia, è sfociata nella richiesta di misura cautelare poi emessa dal gip del Tribunale, ed eseguita nelle prime ore di oggi.

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come





Change privacy settings