Regionali 2020, il dilemma delle elezioni. Fitto lancia aut aut, Michaela Di Donna medita su Forza Italia

Non è un mistero che il premier Giuseppe Conte, con la divisione interna eterna dei pentastellati, potrebbe lanciare un suo movimento centrista in appoggio a Michele Emiliano

Il Governo, con il forte pressing di ampi settori del M5S, ha optato per fissare le elezioni regionali nella finestra di tempo che va dal 15 settembre al 15 dicembre 2020, dando la possibilità a ciascun presidente regionale di decidere da qui a 30 giorni quale data stabilire per le consultazioni per la propria Regione, in modo che ogni territorio sia pienamente consapevole del rischio e si organizzi di conseguenza, a seconda dei propri contagi Covid-19 e del singolo R0 regionale. Ad oggi stabilire una data sola per tutto il territorio nazionale appare incongruo. Come si sa, i governatori uscenti sia al Nord sia al Sud Toti, Zaia, De Luca ed Emiliano in Puglia spingevano per elezioni alla fine di luglio 2020, ma la difficoltà nell’organizzazione delle regole della campagna elettorale ha fatto slittare le elezioni in autunno, con i consigli regionali attuali che restano in carica fino al 31 agosto.

In questa situazione di caos, il quadro politico appare ancora più sdrucciolevole. Non è un mistero che il premier Giuseppe Conte, con la divisione interna eterna dei pentastellati, potrebbe lanciare un suo movimento centrista in appoggio a Michele Emiliano. In quel caso sarebbero tanti a seguirlo, primo fra tutti il pizzarottiano Rosario Cusmai, ma anche alcuni segmenti di Forza Italia, un partito sempre più gassoso. Il presidente della Provincia Nicola Gatta sarebbe sicuramente un uomo di punta di “Insieme per Conte”.

Proprio Gatta è stato il primo presidente di Provincia in Italia ad usare la votazione in smart working, col bilancio votato in remoto da parte dei consiglieri. Secondo molti, l’esempio dell’Ente di Palazzo Dogana dovrebbe essere seguito anche dalle altre istituzioni.

Restano tanti dubbi sulle elezioni, anche alla luce dell’ultimo focolaio di contagio accesosi ai Riuniti. Quale cittadino spenderebbe il suo tempo, rischiando di contagiarsi, nel seguire i comizi? Chi può garantire la sicurezza nelle operazioni di voto? Chi per una giornata di lavoro accetterebbe di fare il presidente di seggio o lo scrutatore? C’è chi ipotizza la presenza dell’esercito o della Protezione Civile nei seggi. “Si dovrebbe votare on line per essere davvero sicuri”, azzarda qualcuno. 

Intanto è sempre guerra fredda tra la Lega e Raffaele Fitto. Il leader di Maglie ha fatto sapere a molti suoi potenziali sostenitori che se il centrodestra non ufficializzerà il suo nome 48 ore dopo la decisione sulla data delle elezioni, farà saltare il tavolo. I leghisti pugliesi hanno chiesto lumi al loro Capitano Matteo Salvini, ma tutto tace. Il leader sovranista è in questo momento molto impegnato nella difesa delle imprese del Nord e nella costruzione di una rete di salvataggio per il presidente Fontana in Lombardia.

Intanto in Forza Italia sono molti coloro che si preoccupano della sussistenza di una lista autorevole. Non è ancora sciolto il nodo di Michaela Di Donna, cognata del sindaco di Foggia Franco Landella. Se dovesse essere Fitto il candidato presidente, la dirigente azzurra troverebbe posto in una sua civica, ma senza Fitto dovrebbe tornare in Forza Italia, dove comunque Giandiego Gatta ha il problema di creare una lista forte che possa garantirgli il ritorno in Via Gentile. La concorrenza di Fratelli d’Italia e Lega è troppo schiacciante e il partito di Berlusconi potrebbe rischiare di non segnare il seggio.

Non mancano i riempi-lista belusconiani, con alcuni nomi anche autorevoli tra Lucera e Cerignola. Molti azzurri sono convinti che Di Donna possa battere Gatta in Forza Italia questa volta.

“Su Foggia città Di Donna ancora non si decide, prima della pandemia Landella era debolissimo, ora si è rafforzato, dopo i post di Iaccarino tutti i consiglieri di Forza Italia e delle civiche o i cani sciolti sono con lui: Danilo Maffei, Amato Negro, i giovani di Forza Italia, gli amministratori delle partecipate, Annamaria de Martino è fortissima e sta con lui. Con Landella stanno anche Di Fonso e Capotosto, ha almeno 20 politici dalla sua parte. Può farcela”, spiega un big meloniano.

 





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