“Sono una partita I.V.A. e mi sento abbandonata”. La titolare della pizzeria Brigida di Foggia scrive al premier Conte

Pensa davvero che, laddove potessimo riaprire nei tempi stabiliti, ricominceremmo a produrre fatturato come se nulla fosse accaduto? Il suo dubbio

Tanti commercianti si sentono abbandonati. Il Decreto Cura Italia del presidente Giuseppe Conte dovrebbe risanare molte potenziali crisi con la cig anche sotto i 5 dipendenti e il rinvio delle scadenze, ma sono tante le misure ancora ignote per un settore che per sopravvivere ha bisogno di liquidità, ora che non incassa nulla.

Ha scritto al presidente del consiglio la titolare di una delle più frequentate pizzerie foggiane, Brigida.

Ecco quanto si legge nella sua lettera.

“Egregio Signor Presidente sono una partita Iva. del settore ristorazione e per parafrasare il suo slogan ‘nessuno si deve sentire abbandonato’, io aggiungo: eccetto le partite Iva. Non si capisce in base a quali parametri abbia decretato il differimento a giugno di tutte le scadenze fiscali.  Pensa davvero che, laddove potessimo riaprire nei tempi stabiliti, ricominceremmo a produrre fatturato come se nulla fosse accaduto? Sta sottovalutando l’aspetto psicologico di tutto il tessuto sociale, sta sottovalutando che le piccole e medie imprese erano già nelle sabbie mobili a causa della pres- sione fiscale insostenibile. Con questo decreto ha” decretato” la morte certa del 90% delle Partite Iva la Germania ha stanziato 550 miliardi di euro, così come ha preannunciato e farà la Francia; noi, con molto timore, abbiamo chiesto il “permesso” di utilizzarne 25 di cui solo 3 miliardi alla Sanità, anch’essa defraudata e vessata dai tagli avvenuti, sempre per obbedienza all’Europa e con le conseguenze cui stiamo assistendo!

Egregio Signor Presidente, a giugno assisterà ad un’altra ecatombe a causa dell’indifferenza verso gli operatori che ogni giorno non sanno se produrranno fatturato, ma solo carichi fiscali, assisterà ad un’altra categoria di eroi che ogni giorno vivono solo nella certezza delle scadenze inderogabili. Poiché saremo in tanti a non poter affrontare le conseguenze di questa pandemia, né ai provvedimenti che ha emanato, forse ha valutato che oltre a noi titolari di partita Iva, dopo le nove settimane di cassa integrazione in deroga, ci saranno tantissimi altri disoccupati? Sono una partita Iva e mi sento abbandonata”.

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