Mafia Gargano, il latitante Scirpoli super ricercato: possibile rifugio dai “Maschi della Montagna”. Elicotteri e pattuglie in tutto il promontorio

Caccia al 38enne di Mattinata, ritenuto da magistrati e forze dell’ordine tra i personaggi di spicco della criminalità organizzata garganica. Rastrellamenti dei militari tra boschi e masserie

Prosegue la latitanza di Francesco Scirpoli, 38enne di Mattinata, ritenuto da magistrati antimafia e forze dell’ordine tra i personaggi di spicco della criminalità organizzata del Gargano. L’uomo è fuggito durante la maxi evasione dal carcere di Foggia dello scorso 9 marzo. Si sono invece costituiti i suoi compaesani Andrea Quitadamo e Francesco Notarangelo e il viestano Bartolomeo Pio Notarangelo. I tre, insieme ad un legale, lo stesso che rappresenta un pregiudicato di San Marco in Lamis noto agli inquirenti e ritenuto vicino ai mattinatesi, si sono presentati dai carabinieri di San Giovanni Rotondo. Un mistero come abbiano fatto a raggiungere il Gargano e in che modo siano entrati in contatto con l’avvocato, nonostante i racconti poco plausibili circolati nelle ultime ore su testate cittadine.

Sta di fatto che Quitadamo e i due Notarangelo hanno mollato la presa dopo 24 ore, probabilmente privi degli agganci di cui godrebbe Scirpoli, considerato dagli inquirenti in posizione verticistica nel gruppo criminale di Mattinata, legato anche a persone di San Marco dove non si esclude che possa aver trovato rifugio. I mafiosi del promontorio, “Maschi della Montagna” come vengono definiti dai clan foggiani in un’intercettazione, potrebbero avergli fornito ospitalità.

Scirpoli era in carcere da circa un anno per l’assalto ad un portavalori a Bollate in provincia di Milano, recluso tra i detenuti comuni in quanto mai condannato per reati aggravati dalla mafiosità. Fu arrestato insieme ad Antonio Quitadamo alias Baffino (fratello maggiore di Andrea) e ad alcuni cerignolani.
Ma l’hobby delle rapine ai blindati risale almeno al 2016 (operazione “Ariete”), quando Scirpoli fu arrestato, insieme a personaggi noti della mafia garganica come il viestano Danilo Della Malva, il sammarchese Luigi Ferro, Francesco Pio Gentile detto “Rampino” (ucciso il 21 marzo 2019 a Mattinata) e lo stesso Antonio Quitadamo, per l’assalto (fallito) ad un portavalori sulla statale tra Mattinata e Vieste. I carabinieri fecero saltare i piani grazie ad una scrupolosa attività di indagine fatta di pedinamenti e intercettazioni.

Ordinanze cautelari e report della DIA raccontano del legame tra i mattinatesi e il clan Raduano di Vieste del quale farebbe parte proprio quel Bartolomeo Pio Notarangelo che ieri si è costituito insieme agli altri due pregiudicati. Questi gruppi criminali sarebbero a loro volta alleati ai manfredoniani “Lombardi-Ricucci-La Torre” e al clan della Società Foggiana, “Moretti-Pellegrino-Lanza”. E come detto, non mancano gli agganci con i cerignolani.





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