“In odor di mafia” alcuni detenuti evasi dal carcere di Foggia. È caccia all’uomo tra Mattinata e Vieste

Avrebbero approfittato della sommossa contro le restrizioni per il coronavirus per darsi “alla macchia”. Sono ora attivamente ricercati da polizia, carabinieri e “Cacciatori di Puglia”

Sarebbero 23 i detenuti evasi e ancora ricercati; una cinquantina quelli presi nel corso delle ultime ore. Un folle 9 marzo che Foggia non dimenticherà tanto facilmente a causa della sommossa di centinaia di prigionieri contrari alle restrizioni da coronavirus imposte dal governo centrale. Durante la protesta alcuni detenuti sono scappati creando il caos in città. Nel giro di poche ore si sono moltiplicati i video amatoriali girati dai cittadini che hanno ripreso spezzoni della “grande fuga” da via delle Casermette. Automobilisti rapinati del proprio veicolo, recinzioni scavalcate e supermercati chiusi in fretta e furia.

Tra gli evasi, secondo quanto trapelerebbe da ambienti vicini agli inquirenti, spunterebbero personaggi che magistrati antimafia e forze dell’ordine ritengono contigui alla criminalità organizzata garganica. Avrebbero lasciato le proprie celle dileguandosi, Francesco Scirpoli, 38 anni, Andrea Quitadamo alias “Baffino junior”, 30 anni e Francesco Notarangelo detto “Natale”, 54 anni; per gli inquirenti appartenenti al “clan dei mattinatesi”, tutti e tre già coinvolti in blitz delle forze dell’ordine contro detenzione armi, estorsioni e rapine a portavalori. Svanito nel nulla anche Bartolomeo Pio Notarangelo, 32enne viestano noto agli investigatori per traffico di cocaina, ritenuto contiguo al clan Raduano, organizzazione alleata al gruppo di Mattinata.

Ci sarebbe, inoltre, tra i ricercati anche Cristoforo Aghilar, detenuto per il femminicidio dell’ex suocera ad Orta Nova. (In alto, da sinistra, Scirpoli, F.Notarangelo, Quitadamo e B.P.Notarangelo)



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