‘Zero cani in canile’, l’esperienza foggiana sbarca in Canada. “Diamo agli animali lo spazio vitale per le loro esigenze, senza gabbie”

Il progetto “Zero cani in canile”, sperimentato a Vieste da Francesca Toto, sbarca in Canada. “Mi è stato chiesto di valutare l’applicabilità internazionale del progetto per poterlo attuare in quelle nazioni del mondo dove avviene la soppressione degli animali se non reclamati entro poche settimane”, spiega l’animalista.

“Un po’ come era in Italia prima della L 281/91 – continua -. Sono stata in Canada dove ho incontrato i volontari della HSDR, una tra le maggiori associazioni di volontariato che si occupa di animali senza casa. In Canada gli animali non vengono soppressi e i canili sono solo zona di transito. Il randagismo lì seppur minimo è focalizzato nelle aree rurali mentre i cani presenti nei loro canili (shelters) sono quasi tutti provenienti da aree urbane, cessioni, cani smarriti e mai reclamati, tolti a maltrattamenti. Le ‘case famiglia’ previste da zero cani in canile lì sono le Home Foster una realtà operativa consolidata mirata a non far vivere agli animali l’esperienza dolorosa del canile e dell’abbandono”.

“Come sono i canili? – prosegue – Sicuramente concepiti in modo diverso dai nostri, anche viste le temperature, ma sono canili. Ci sono cani con lo sguardo perso nel vuoto. Si sono al caldo, puliti, non corrono pericoli ma…. il concetto di gabbia purtroppo resta ed è quello che a livello internazionale dobbiamo cercare di abbattere. Non potranno esserci diritti fino a quando per noi volontari una gabbia sarà la normalità, fino a quando per sgambare, qualcuno deve aprire una gabbia per ‘concederlo’. Dare diritti significa offrire agli animali quello spazio vitale necessario per le loro esigenze, inclusa la socializzazione e non rendere tutto questo dipendente dall’uomo. La strada è lunga, in tutto il mondo ma la direzione è quella giusta”.





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