Criminalità, “cognomi scomodi” nella lista dei Servizi sociali a Foggia: bloccati contributi. Pd: “Sosteniamo imprese e cittadini onesti”

Pacchetto di proposte in Consiglio: regolamento per i contributi welfare, modello Ercolano, sostegno al commercio, legalità nelle aree mercatali, stop abusivismo, Daspo urbano, Zes, legalità in zona Asi

Programmare l’antimafia sociale e dare una scossa ad una amministrazione stranamente dormiente sulla lotta alla mafia. È questo il senso della lunga mozione-documento del PD presentata oggi in segreteria cittadina a Foggia in Via Isonzo dal segretario cittadino Davide Emanuele e dai tre consiglieri comunali Lia Azzarone, che è anche segretaria provinciale dem, il capogruppo Lino Dell’Aquila e Francesco De Vito.

Il PD prima delle altre opposizioni unite che pure stanno lavorando ad un documento in attesa del consiglio monotematico proposto di domenica il 5 gennaio scorso ma di cui si è persa traccia, ha avanzato una serie di proposte contro la quarta mafia. Regolamento per i contributi welfare, modello Ercolano, sostegno al commercio, legalità nelle aree mercatali, stop abusivismo, Daspo urbano, Zes, legalità in zona Asi. Questi i temi della mozione.  Sullo sfondo c’è la notizia del blocco delle erogazioni ai più bisognosi da parte dei Servizi Sociali, per la presenza di cognomi scomodi nella lista dei beneficiari. Gli organi inquirenti stanno indagando. Ma intanto l’assessorato ha bloccato i contributi.

“Stamattina ci siamo svegliati con la notizia dell’imprenditore agricolo che aveva denunciato e a cui oggi le banche non offrono sostegno. Bisogna intervenire in maniera forte, non possiamo lasciare solo i cittadini onesti in una situazione del genere. Chiediamo un intervento, è un problema che vada affrontato non è una questione di strumentalizzazione. Si va oltre il colore politico”, ha osservato Azzarone.
“Abbiamo sollecitato un consiglio monotematico il 5 gennaio ad oggi non è ancora arrivata la convocazione. È un atteggiamento non tollerabile, il problema lo avevamo lanciato già in campagna elettorale con la presenza di Franco Roberti oggi europarlamentare ed ex procuratore nazionale. Mentre allora l’allora ministro dell’Interno Salvini diceva che il problema prioritario Borgo Mezzanone, scoppiò una bomba in una banca in una terra in cui la stragrande maggioranza di persone libere che amano la terra, la lavorano. Salvini fu inappropriato allora ed oggi il centrodestra continua ad essere inerte in città”. “Sono stati bloccati i fondi per i più bisognosi che venivano erogati ai Servizi Sociali. Era un errore elargire contributi senza una trasparenza degli atti, ed è grave che si siano bloccati oggi. Chiederemo all’amministrazione un intervento e un ripristino nel rispetto delle regole e delle leggi vigenti”, hanno detto all’unisono.

De Vito ha sollecitato il dovere di pianificazione della programmazione. “Serve un regolamento che non lasci discrezionalità alla politica, un regolamento che dia modo di gestire i fondi in maniera trasparente e lineare. Serve anche l’attivazione dei Puc: progetti utili alla comunità impiegando i beneficiari del reddito di cittadinanza”. Per i lavori socialmente utili gli oltre 4mila percettori di reddito di cittadinanza non sono ancora stati convocati dall’assessorato eppure quei soggetti per 6 ore a settimana con i patti di inclusione potrebbero lavorare in ambito ambientale e possono contribuire al controllo di vicinato, per la sicurezza urbana con la partecipazione attiva dei cittadini.
“Abbiamo sentito il dovere una proposta concreta. Il commercio in questa città è morto in virtù di queste azioni così violente. Possiamo ricedere il modello Ercolano: devo fare un plauso al prefetto, che ha riportato effettivamente grossa attenzione a questi fenomeni. Bisogna ritornare a respirare aria buona perché la gente continua ad andare via. Gli investitori non arrivano. La criminalità e il racket sono stati sottovalutati, ma gli amministratori forse non hanno capito l’importanza, il fenomeno impazza. Penso anche ai centri scommesse, serve un regolamento o fare rispettare la legge regionale. Quasi tutti i centri sono vicinissime a scuole e associazioni”. Dell’Aquila fa l’esempio del Quartiere Stazione ma anche di Via Sant’Antonio dove un centro scommesse è dirimpettaio della scuola Dante Alighieri.

Forte il suo intervento sui mercati rionali. “A viale Pinto chi paga l’occupazione di suolo pubblico? Che fine ha fatto il regolamento serio per i mercati rionali? Anche al Candelaro li vedo fermi i lavori, lo stesso dicasi per il Cep. Cosa fanno i vigili? Li vedo in massa solo alle partite del Foggia, non si può organizzare un servizio serio anche per altre occasioni? Come si paga lo straordinario alla partita si può pagare anche per la movida. Voglio chiudere dicendo grazie alla Regione Puglia per Puglia Sviluppo, questi progetti stanno aumentando ancora gli investimenti: solo attraverso l’utilizzo di questi fondi si può avere una ripresa vera”.
Il PD chiede una stretta anche sui parcheggiatori abusivi chiedendo il daspo urbano. “I parcheggiatori abusivi sono ovunque possiamo ancora assistere a questo spettacolo? Andrebbero portati fuori dagli uffici i vigili”.

Dai dem arriva una richiesta anche per i 6 locali delle ex circoscrizioni rimasti vuoti. “Serve qualche iniziativa seria per farli funzionare, non possiamo lasciare solo le parrocchie a preoccuparsi della collettività: hanno bisogno di essere aiutati fisicamente, dobbiamo fare sì che ci siano altri luoghi dove i ragazzi siano accolti. Al Sacro Cuore fanno doposcuola per colmare le lacune dei ragazzi. Utilizziamo questi spazi vuoti per fare teatro e musica”.
Il documento ovviamente viene fuori anche per evitare quanto accaduto con la presa di posizione sulle strane assenze del sindaco Franco Landella alle manifestazioni per la legalità. Tutte le opposizioni erano unanimi nel denunciare le sue defezioni ma poi a parlare è stato solo Giovanni Quarato con un post.
“Sì è appropriato di un nostro tema. Il PD ha lavorato in questo mese sul documento: è chiaro che alla fine dei lavori grazie ad amici esperti abbiamo prodotto una sintesi. È evidente che presenteremo la nostra mozione . Vediamo se la loro visione sarà concorde alla nostra e se ci sarà un dibattito democratico. Noi vogliamo alzare il livello del confronto. Il Comune spende 1,5 milione in attività culturale: chi ne beneficia?
Chi ne ha beneficiato? Non si può distrarre una parte di quella somma per i quartieri? Non si possono dirottare delle somme per l’antimafia sociale? Chiediamo serietà ed impegno”, ha concluso Emanuele.





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