I tentacoli della ‘ndrangheta nella città di San Pio. Proventi illeciti riciclati negli alberghi

La maxi operazione “Rinascita-Scott” ha documentato svariate operazioni di riciclaggio svolte a Vibo Valentia, Roma, San Giovanni Rotondo e persino nel Regno Unito

La maxi operazione “Rinascita-Scott” della DDA di Catanzaro (oltre 300 arresti e 416 indagati) ha toccato anche la provincia di Foggia. Tra le persone coinvolte non c’è solo l’ex comandante della Compagnia dei carabinieri di Manfredonia, Giorgio Naselli arrestato per le soffiate alle cosche; nel blitz, infatti, figurano anche personaggi di San Giovanni Rotondo. Stando all’inchiesta, i clan della ‘ndrangheta del Vibonese avrebbero allungato i propri tentacoli sul business turistico e religioso puntando le proprie attenzioni su una struttura ricettiva sangiovannese per riciclare i proventi illeciti.

Nei guai due 77enni M.P. e M.R.C., entrambi della città di San Pio e M.P.D., 48 anni, nato a Roma. L’inchiesta ha certificato ancora una volta l’ormai consolidata capacità di infiltrazione nell’imprenditoria delle ‘ndrine calabresi, in particolare il clan Mancuso di Limbadi. È emerso un meccanismo sempre più sofisticato grazie al contributo di professionisti collusi e dimostrato dalle numerose intestazioni fittizie documentate dalle indagini e da svariate operazioni di riciclaggio svolte a Vibo Valentia, Roma, San Giovanni Rotondo e persino nel Regno Unito.

L’attività criminale si è tradotta in acquisto di strutture turistico-alberghiere, bar, ristoranti, imprese operanti nel settore alimentare e della distribuzione, e con investimenti nel settore immobiliare svolti da soggetti prestanome, nonché con la partecipazione ad aste pubbliche per l’acquisto di terreni, immobili, autovetture di pregio, tramite terzi soggetti, a Roma (creazione di una rete di negozi operanti nel settore calzaturiero e l’apertura di una fabbrica, attraverso un circuito societario facente capo a società di diritto britannico controllate da articolazioni dell’associazione), a San Giovanni Rotondo (acquisto di una struttura turistico-alberghiera in società con imprenditori lombardi in difficoltà economiche), all’estero (Regno Unito) tramite la creazione di reti societarie, necessarie a simulare operazioni commerciali per ripulire il denaro di provenienza delittuosa, successivamente investito in imprese operanti nel territorio italiano. (In alto, il procuratore Gratteri e i militari del Ros; sullo sfondo, San Giovanni Rotondo)





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