Metta lancia accuse (infondate) a l’Immediato e costruisce siparietti ridicoli per screditare i giornalisti. Ecco perché la memoria lo tradisce

L’ex sindaco cerca di deviare le attenzioni, la butta sul boccaccesco e sulle gag di Lino Banfi e Gigi Proietti. Una strategia comunicativa che non convince e, soprattutto, non vince. Mai

Franco Metta se la prende con l’Immediato in un video farcito di falsità. Dopo aver perso la fascia da sindaco di Cerignola, defenestrato letteralmente dal prefetto di Foggia a seguito della relazione prefettizia di scioglimento per mafia del comune che amministrava, tenta di ricostruire la propria immagine pubblica screditando il lavoro della stampa, senza riuscirvi. 

Nell’ultima “puntata” di “Vieni avanti”, pruriginosa rubrica amatoriale che pubblica regolarmente su Facebook, cita a sproposito l’Immediato e il suo direttore. La verità sta nei fatti, basterebbe una banale ricerca su internet per evitare ricostruzioni fantasiose e prive di ogni fondamento, oltre che brutte figure. Un avvocato dovrebbe saperlo. 

Forse innervosito dalle cronache che hanno ricostruito le motivazioni dello scioglimento, l’ex sindaco se la prende con la nostra testata per vicende – l’aggressione dell’ex amministratore di Sanitaservice, Antonio Di Biase ai danni del giornalista Michele Iula – che risalgono al 2011. Ebbene, nel 2011 l’Immediato non era ancora stato fondato: avrebbe visto la luce nell’aprile 2014, ben tre anni dopo.  

Evidentemente, i giornalisti che l’ex primo cittadino cita lavoravano all’epoca in un’altra redazione; fu l’editore di quella testata a richiedere assistenza legale all’avvocato Metta per il lavoro giornalistico espletato dai propri dipendenti. Il legale, dunque, dovrebbe vantare le sue pretese in altre sedi e presunte amicizie con altri giornalisti: il direttore de l’Immediato lo avrà incontrato al massimo tre volte nello studio legale foggiano ma sempre in riferimento a vicende dell’altro giornale.

Il grossolano errore però non stupisce. L’ex sindaco aveva già tentato di screditare – senza riuscirvi – il lavoro giornalistico de l’Immediato nel corso della trasmissione di Telenorba “Il Graffio”. Esternazioni talmente naïf e fuori luogo da costringere il conduttore a troncare l’intervento per non scadere ulteriormente.

Una strategia comunicativa, quella di Metta, che non convince e, soprattutto, non vince. Un clamoroso autogol del penalista (che fu) e che oggi, dopo aver appeso al chiodo la fascia tricolore, dovrebbe avere più tempo da dedicare alle ricostruzioni e alla verità, soprattutto quella del comune da lui amministrato e avere più rispetto per se stesso e per i cittadini.

Ma l’ex sindaco cerca di deviare le attenzioni, la butta sul boccaccesco e sulle gag di Lino Banfi e Gigi Proietti. Non vuole parlare di mafia, criminalità e contestazioni oggettive bensì vuole affastellare i propri assunti con battutine e caricature: i cittadini di Cerignola meriterebbero ben altro. La diffamazione è un reato comune, l’avvocato Metta dovrebbe conoscerne le conseguenze legali.

I giornalisti fanno il proprio lavoro e questo non significa essere “portavoce” della Prefettura e della Procura (in riferimento al video di questa mattina “Buongiorno Cerignola”, ndr). Realizzare video con accuse infamanti e falsità, fomentando l’odio contro la stampa sui social non cambierà le cose: il comune da lui amministrato è stato sciolto per mafia. L’avvocato Metta che, forse non ha più nulla da perdere, se ne faccia una ragione.