Raffica di prescrizioni, parola fine per lo scandalo che travolse Peschici. Assolti i De Nittis

Gli investigatori scoprirono turbative in circa dieci gare d’appalto e truffe aggravate ai danni del comune garganico. Tutti salvi gli accusati

Termina con prescrizioni e assoluzioni la vicenda scoppiata nel dicembre 2010 a Peschici con l’arresto dell’allora sindaco, Domenico Vecera e di altre 22 persone. Le indagini dell’epoca dirette dall’ex procuratore di Lucera, Domenico Seccia e condotte dai carabinieri, individuarono turbative in circa dieci gare d’appalto e truffe aggravate ai danni del comune garganico.

Nelle scorse ore, il Tribunale di Foggia ha disposto il “non doversi procedere nei confronti di Massimo D’Adduzio, Giovanni Corso, Matteo Tedeschi, Domenico Vecera, Michele Vecera, Francesco Del Buono, Rocco Caputo, Domenico Martella, Giovanni De Nittis, Luciano Casalino, Pierantonio Colasanto, Vincenzo Losito, Vincenzo Verderame, Fabio De Petris, Antonio Di Spaldro, Sergio Lombardi, Libero Flaminio, Antonio Flaminio”. Tutti salvati dalla prescrizione. 

Assolti dall’accusa di tentata estorsione i fratelli Giovanni, Emanuele e Daniele De Nittis, difesi dall’avvocato Michele Arena, perché “il fatto non sussiste”. Altro assolto nel merito, Massimo D’Adduzio, legale Paolo D’Ambrosio.

Gli imprenditori De Nittis sono stati assolti dall’accusa di aver intimato ad un’azienda di Cagnano di ritirarsi dalla gara ad evidenza pubblica relativa ai servizi integrati estivi per l’anno 2009, “non riuscendo nel proprio intento per motivi indipendenti dalla propria volontà”, recitava il capo d’imputazione.

L’allora consigliere comunale D’Adduzio era invece accusato di aver ricevuto denaro da Libero Flaminio, partecipando alla divisione del profitto, “per compiere atti contrari ai doveri del suo ufficio e, in particolare, per l’adozione di determina di approvazione degli stadi di avanzamento dei lavori e del relativo certificato di pagamento”.



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