Mafia, processo Palena: primo colpo di scena, silurato l’avvocato e cambio di strategia. Sentenza a novembre

Estromessa la Starace, al suo posto due nuovi legali. Udienza nell’aula bunker di Bitonto con l’imputato in video conferenza da Avellino dove è detenuto

Silurata Innocenza Starace, ormai ex avvocato di Luigi Palena, il 49enne di Manfredonia arrestato lo scorso anno nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di San Marco in Lamis. Il cambio di strategia difensiva rappresenta una svolta molto importante nel processo a carico del manfredoniano. In virtù dei risultati fin qui ottenuti dal precedente legale, Palena ha preferito aggiustare il tiro affidandosi a nuovi avvocati, anche alla luce delle recenti sortite della Starace che non hanno ottenuto l’effetto sperato.

Palena, titolare di un bar all’interno dell’istituto scolastico Toniolo di Manfredonia e di una paninoteca a Siponto, è accusato di aver detenuto una pistola per conto di Giovanni Caterino, 39enne ritenuto basista dell’agguato che nell’agosto 2017 costò la vita a Mario Luciano Romito, Matteo De Palma e ai contadini Aurelio e Luigi Luciani. Oggi, nell’aula bunker di Bitonto, sono state ammesse le vittime parti civili. Si tratta delle vedove e dei parenti dei Luciani. Con loro anche Regione Puglia e Comune di San Marco in Lamis. L’imputato era in video conferenza dal carcere di Avellino dove è detenuto per la vicenda dell’arma con l’aggravante mafiosa in quanto avrebbe favorito il clan dei “montanari”, Li Bergolis-Miucci.

I giudici hanno detto no alla richiesta di abbreviato condizionato ad una trascrizione che era già agli atti, proposto dai due nuovi avvocati di Palena dopo la revoca dell’incarico alla Starace. Si va avanti con l’abbreviato secco.

Discussione e sentenza previste entro fine novembre ma presso il Tribunale di Bari e non più a Bitonto. Fiduciosi i legali delle parti civili: “Le carte parlano chiaro. Le intercettazioni ci sono. Non vogliamo sbilanciarci ma confidiamo nella giustizia”. (In alto, nei riquadri, Innocenza Starace, Luigi Palena e Giovanni Caterino; sullo sfondo, il luogo della strage di San Marco)