Verso governo giallorosso, Furore: “Fiducia in Conte, sì a patto di salute pubblica”. Piddini sperano

L’eurodeputato: “Abbiamo partite europee ed economiche troppo importanti da mettere al sicuro. Che solo un prepotente come Salvini poteva mettere a repentaglio”

Ho molta fiducia in Conte. La sua leadership e la sua trasversalità sono una carta vincente per il M5S”. Si esprime così a l’Immediato l’europarlamentare pentastellato Mario Furore, tra i 14 deputati europei determinanti per l’elezione di Ursula Von der Leyen. Una elezione a cui la Lega, per la mancate garanzie per Giancarlo Giorgetti, si è sfilata all’ultimo momento, venendo meno agli accordi raggiunti dal premier Giuseppe Conte per un pacchetto di nomine per il Dg alla Concorrenza.

Oggi il M5S, se davvero domani col discorso di Conte al Senato si aprirà la stagione di un nuovo governo di salute pubblica giallorosso col Pd, potrà avere nuova vita anche al Parlamento europeo, per entrare in uno dei tre gruppi dove non ci sono italiani e cioè Verdi, Alde o Gue.

“Il voto della Lega contro Ursula Von der Leyen era già sintomatico del fatto che Salvini stesse pianificando di staccare la spina al Governo italiano e al contratto- continua l’onorevole Furore- Ha capito, borioso e gonfiato dai sondaggi, che avrebbe potuto diventare premier, portando il Paese a nuove elezioni. Sono sempre stato contrario al contratto, perché ritenevo Salvini inaffidabili e così è stato”.

Un governo di salute pubblica a scadenza o di legislatura? Cosa c’è da aspettarsi? “Questo non saprei. Però davvero penso alla situazione attuale. Le clausole dell’Iva da disinnescare, un commissario europeo da nominare. Abbiamo partite europee ed economiche troppo importanti da mettere al sicuro. Che solo un prepotente come Salvini poteva mettere a repentaglio. Quindi al netto di alleanze o altro, io mi auguro che il M5S trovi la quadra per portare il paese a sicuro in questo momento delicato. Poi per il futuro si vedrà. La situazione è del tutto addebitabile a Salvini, nel comunicato di Beppe Grillo di ieri, non c’era un attacco a tutta la Lega ma solo a Salvini, infatti si sottolineava come dispiaceva rispetto alcuni parlamentari con i quali si era “lavorato”. Per altro chiariamoci, ha ragione di Battista, non è che Renzi sia meglio di Salvini. E quindi davvero la soluzione potrebbe essere un governo di salute pubblica per mettere i conti a posto e traghettare il paese a nuove elezioni”.

Intanto nel Pd i big pugliesi già si scaldano. Tra i maggiori pontieri dell’alleanza M5S-Pd c’è l’ex Ministro della Giustizia Andrea Orlando. Non è escluso che l’onorevole Michele Bordo possa essere chiamato per un sottosegretariato, anche se chi lo conosce bene sa che l’onorevole sipontino preferisce i ruoli politici e vorrebbe restare vicecapogruppo del Pd alla Camera.

Tre donne pugliesi potrebbero essere protagoniste: le renziane Teresa Bellanova, senatrice ed Elena Gentile, non eletta al Parlamento Europeo e Colomba Mongiello vicinissima a Michele Emiliano, la quale potrebbe tornare in campo ed essere indicata per un incarico ministeriale agricolo, per l’istituzione della Cun o altre materie, in quello che è stato il dominio del leghista Gianmarco Centinaio.