Foggia, giunta a 6 e deleghe a interim. Clamorosa decisione del sindaco

Landella ai suoi: “Non posso continuare a tenere paralizzata l’intera città”. Martedì consiglio comunale

Dopo giorni di riunioni, diktat, sfuriate e muro contro muro, la Lega non è riuscita a risolvere le proprie questioni interne. L’iter avviato all’Anac ai danni del segretario generale dell’Ente Fiera Raimondo Ursitti sulla sua presunta incompatibilità ha stravolto ancora di più la problematica, favorendo l’esiziale paralisi. Ieri la Lega aveva imposto al sindaco Franco Landella la casella all’Urbanistica, che era stata già assegnata a Claudio Amorese.

“Va bene, facciamo una cosa l’Urbanistica a voi, ma cedete ad Amorese le sue vecchie deleghe l’Annona e la Sicurezza”, gli avrebbe risposto il sindaco, ma nella Lega hanno rilanciato con 2 uomini e 1 donna.
A tarda sera, il coordinatore regionale azzurro Mauro D’Attis ha chiesto di raffreddare gli animi. “Mi assumo la responsabilità, cediamo 2 assessori e una donna. Ma domani portatemi un documento firmato da tutti i consiglieri nel quale si ratifica che i 5 leghisti approvano. Tutti devono condividere”, questo il ragionamento di D’Attis.
Stamattina però alle 10 al Comune non è andato nessun leghista, al telefono è stata confermata la linea con Raimondo Ursitti vicesindaco, Gianfranco Fariello all’Annona e una donna indicata da Luigi Miranda al welfare. E senza alcun documento firmato dal gruppo consiliare.
Una proposta irricevibile da parte di Landella, stanco di aspettare dopo 45 giorni.

“Ho chiuso la Giunta a 6 e lascio le deleghe ad interim. Non posso paralizzare la città, non me lo merito dopo le Primarie e il mio percorso elettorale”, ha confidato allo staff e ai suoi più stretti collaboratori e ai partiti della sua coalizione.
Consiglio convocato per martedì 30 luglio.
La Lega deve assumersi la responsabilità. In realtà la mossa serve anche a prendere tempo per capire le sorti di Ursitti, voluto fortemente dal senatore Roberto Marti. In questo momento Landella non vuole correre il rischio di ritrovarsi nella stessa situazione dell’Asi, rischiando la validità dei suoi atti per aver accettato di nominare un incompatibile.
Sospende il giudizio, e attende le evoluzioni del gruppo, mostratosi di certo più collaborativo della dirigenza leghista.



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