L’ingombrante Ursitti e le incertezze leghiste frenano la Giunta del Landella bis. Due o tre gli assessorati?

Intanto nuovi numeri dalla commissione elettorale: Antonio Vigiano supera il segretario dell’Ente Fiera di 7 voti, 476 vs 469

Il sindaco di Foggia Franco Landella è impegnato nel tour de force calcistico, ma avrebbe già chiuso da tempo la sua squadra assessorile, se non fosse per l’indecisione della Lega, ora travolta anche dallo scandalo Apricena, nonostante tutti abbiano subito preso le distanze da Antonio Potenza, scaricandolo e bollandolo come un “senza tessera”, che non aveva mai messo la spilletta di Alberto da Giussano.

È la Lega a frenare la Giunta del Landella bis. Saranno due o tre gli assessorati leghisti? Due, con la presidenza del Consiglio. Tre, senza presidenza. Ma ormai tra tutti i salviniani prevale l’idea che il campionissimo di preferenze Max Di Fonso non possa essere eletto presidente, per la sua inesperienza tra gli scranni. L’azzurro Leo Iaccarino è sicuramente più esperto e consapevole dei lavori d’aula.

Quindi gli assessorati dovrebbero essere tre. Ma come si sa, già dal 10 giugno, nessuno degli eletti vuole lasciare l’aula, ragion per cui i non eletti, possono solo sperare nella promozione ad assessori.

A tale diktat, però, oggi scompaginato dai nuovi numeri della commissione elettorale, perché i primi due non sono più Paolino La Torre e Raimondo Ursitti, ma La Torre e Antonio Vigiano, che ha superato il segretario dell’Ente Fiera di 7 voti, 476 vs 469, si contrappone il ragionamento di Franco Landella. “Perché dovrei nominare assessori dei politici che l’elettorato ha già bocciato, creando del malumore nel gruppo consiliare leghista che in quei nomi non si riconosce?”, ha detto ai suoi fedelissimi.

Secondo molti, gli assessorati se davvero debbono essere esterni, devono essere totalmente estranei alla lista, non si deve scorrere nella lista, ma pescare nei mondi leghisti dirigenziali e professionali.

Da qui appunto i nomi dello stesso Luigi Miranda, di Gianfranco Fariello e di altri militanti che non si sono candidati. Tuttavia Raimondo Ursitti, amico fedele dell’europarlamentare Massimo Casanova e uomo determinante per la nomina di Pasquale Pazienza presidente del Parco non può restare fuori. Da Comune e Provincia.

Landella si piegherà e nominerà Ursitti, maggior artefice del voto disgiunto in Lega? Chi conosce il sindaco, al di là dei legami del plenipotenziario leghista con i mondi imprenditoriali che lo hanno sostenuto, ritiene che potrebbe anche nominarlo assessore al Bilancio, per riservargli lo stesso tiro mancino serbato per l’ex fittiano Mimmo Verile.

Intanto fonti leghiste di vertice fanno sapere che la Lega redigerà, in presenza del commissario Luigi D’Eramo e del suo vice Riviello, nelle prossime ore un documento per stilare nero su bianco le proprie richieste in ordine al numero di postazioni, alla loro qualità e ai nomi immaginati per ciascun incarico.



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