Omicidio Federica Ventura: “Non sono un marito violento, lei voleva separarsi”. L’imputato non convince i giudici, confermati 30 anni di galera

La condanna per Fernando Carella è stata sottoscritta anche in secondo grado. Esclusa l’aggravante dei futili motivi

Confermati 30 anni a Fernando Carella per l’uccisione della moglie, Federica Ventura, episodio che sconvolte la piccola comunità di Troia oltre all’intera provincia di Foggia. “Non sono un marito violento, lei voleva separarsi”. Nonostante queste parole, pronunciate dall’imputato davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Bari, la condanna è stata sottoscritta anche in secondo grado. Esclusa l’aggravante dei futili motivi. Carella, la notte del 16 febbraio 2018, uccise con sette coltellate la moglie Federica Ventura nell’appartamento di via Kennedy a Troia.

Il legale dell’uomo, l’avvocato Potito Marucci, aveva chiesto l’assoluzione per il reato di maltrattamenti in famiglia e dunque anche l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi. Nel processo, lo ricordiamo, si sono costituiti parte civile oltre ai familiari della vittima anche la Regione Puglia e il Centro Antiviolenza “Telefono Donna” di Foggia e “Giulia e Rossella” di Barletta. Carella è attualmente detenuto nel carcere di Foggia.