Nonno Libero avrà una casa, il clochard più longevo di Foggia ospitato a San Giovanni Rotondo

Ora, si attende l’intervento di un giudice tutelare per dare un nome fittizio all’anziano adottato dai foggiani, per concretizzare il ricovero definitivo in una struttura che garantisca condizioni di vita decorose

Per qualcuno potrebbe diventare il simbolo del centro diurno “Il Dono”, aperto qualche giorno fa dai Fratelli della Stazione. Il noto clochard di Foggia, l’anziano “Nonno Libero”, da ieri è stato ospitato in una casa di riposo a San Giovanni Rotondo, prima della sistemazione definitiva. Ma resta da superare il problema della reale identità. La soluzione, secondo i volontari foggiani, potrebbe arrivare dalla residenza fittizia che il Comune di Foggia riconosce ai senza fissa dimora.

Qualche giorno fa, dopo il ricovero in Geriatria con il dottor Massimo Zanasi, sono state raccolte per la prima volta le impronte digitali, senza le quali un paziente italiano non ha un codice fiscale e non può accedere alla sanità pubblica e non può avere neppure un medico di famiglia. “Dopo 30 anni che Nonno Libero ha girato per Foggia, lui è una persona trasparente ma nessuno conosce la sua identità, si raccontano molte leggende metropolitane spiega il primario -. Per la prima volta grazie ai carabinieri, che nella nostra città svolgono tanti compiti encomiabili, l’abbiamo portato in Caserma a Via Guglielmi, gli sono state fatte delle foto segnaletiche, sono state rilevate le impronte. Si sono presi carico di inviarle ai Ris di Parma per poter vedere se ci fossero dei precedenti. Ma a me risulta che non ve ne siano”, aveva dichiarato il dottore foggiano.

Ora, si attende l’intervento di un giudice tutelare per dare un nome fittizio al nonno adottato dai foggiani, per concretizzare il ricovero definitivo in una struttura che possa garantirgli condizioni di vita decorosa. Per toglierlo una volta per tutte dalle strade.