Centrodestra foggiano, querelle sul simbolo. “C’è la necessità di avere un’identità politica forte”

Le nostre non sono le Primarie per eleggere il presidente del Tennis Club”, rileva a l’Immediato Sario Masi, garante per il candidato Luigi Miranda

Dopo le notizie di Repubblica e il nuovo articolo odierno del dorso barese con parte delle intercettazioni sull’indagine Ataf che coinvolge il suocero del primo cittadino, Massimino Di Donna, c’è chi suggerisce al sindaco di Foggia Franco Landella di fare un passo indietro per le amministrative del 26 maggio per il bene della coalizione. Opzione che certamente non sarà presa in considerazione dal primo cittadino.

Alcuni nel centrodestra starebbero cercando di sabotare le Primarie, per consentire di arrivare alle elezioni vere con un nuovo nome, rispetto ai tre competitor attuali. “Il tavolo è aggiornato a mercoledì, i Fratelli d’Italia avevano un impegno. Discuteremo ancora del simbolo, abbiamo la necessità di avere una identità politica forte. Le nostre non sono le Primarie per eleggere il presidente del Tennis Club”, rileva a l’Immediato Sario Masi, garante per il candidato Luigi Miranda.

Dopo le elezioni in Abruzzo e il raddoppio di voti della Lega, appare difficile negare il simbolo ad un partito nazionale e trainante. La presa di posizione di Giandonato La Salandra o di Franco Di Giuseppe non giova a nessuno. “A me non interessa nulla del simbolo, posso andare senza”, è il commento di Landella, che sta già diffondendo il suo slogan e la sua grafica con la V di vittoria e di evviva.

“In questo momento è il centrodestra che deve trovare la sua unità e rivitalizzarsi, attorno ad una figura capace, per la Lega è sempre Miranda. Non sono Porreca o Cavaliere a spaventarci, con il Pd che si ritrovano o con le liste civiche. Non cambia nessuno schema, il momento ci dice che il centrodestra ha bisogno di una riflessione forte e va fatta con le Primarie”, ribadiscono i leghisti.



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