In cella i nuovi “guappi” del Gargano, puntavano al grande salto col sostegno di Pacilli

Il gruppo criminale guidato dal 21enne Matteo Bocale è stato stroncato sul nascere da carabinieri e procura. “Erano spregiudicati ed efferati”

“Spregiudicati ed efferati”, così sono stati definiti gli appartenenti al nuovo gruppo criminale stroncato sul nascere dai carabinieri sul Gargano. Manette ai polsi per Matteo Bocale, leader del sodalizio con base a Cagnano Varano. Bocale, 21 anni, era a capo di una banda composta da Michele Pio Manco, 29 anni, Alessio Di Maggio, 23 anni, Patrizio Fini, 27 anni e Paolo Coletta, 20 anni. Giovani leve del crimine pronte a farsi strada nel mondo della criminalità garganica grazie al supporto della cosca mafiosa dei Li Bergolis-Miucci ed in particolare con il 23enne Francesco Pio Pacilli, figlio del noto Giuseppe Pacilli, detto “Peppe u’ montanar”, quest’ultimo elemento di spicco della sanguinosa organizzazione mafiosa catturato nel maggio 2011.

L’operazione messa a segno dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia e dalla Procura è stata ribattezzata “Far West” perchè relativa al lato ovest dell’area nord del Gargano ma anche perchè, durante le indagini, sono stati sequestrati ordigni e armi che il gruppo utilizzava per assaltare sportelli bancomat ma anche abitazioni private e negozi. Inoltre, Bocale è ritenuto a capo di un intenso e remunerativo spaccio di cocaina, hashish e marijuana e si serviva di numerosi pusher assoldati a Cagnano e in territori limitrofi.

I militari hanno recuperato in più circostanze stupefacenti per un valore di circa 15mila euro, nello specifico due chili e mezzo di marijuana oltre ad hashish e cocaina. Un migliaio di episodi di spaccio accertati per un volume d’affari di 120mila euro.

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