M5S, prima assemblea pubblica a Foggia. Barriere architettoniche, mobilità e migranti in cima alle sensibilità della base

La campagna elettorale è cominciata, nei prossimi incontri sarà ancora più viva, assicurano gli attivisti organizzatori Fabrizio Baia, Giuseppe De Lillo, Michele Tomasulo e tanti altri

Attivisti della primissima ora ed elettorato storico alla prima Assemblea pubblica del Movimento 5 Stelle a Foggia all’Altrocinema per la costruzione del consenso e della partecipazione in vista delle amministrative per il Comune. Se l’obiettivo era aprire alla società civile per sentirne gli umori, le suggestioni e la vicinanza, allora la formula di ieri con la App Social Change, è ancora da migliorare. Chi si aspettava che ieri sarebbe emersa una prima rosa di nomi per le Sindacarie è rimasto deluso, nonostante la presenza in prima fila dell’attivista Maria Cassitti, l’unica finora ad aver avanzato la sua disponibilità all’impresa, e di altri papabili almeno sulla carta, come Carmela Signoriello, Francesco Caccavo, Doriana Carchia, Pierluigi Bevilacqua, Antonio Dembech, Paolo Spezzati, De Angelis, la prof Maggi, il ginecologo Giardina. Al cinema la parola è stata data ai cittadini con un video girato per le strade di Foggia e con le idee che sono emerse dall’uditorio ieri, chiamato a compilare una scheda, fornendo dati e una propria istanza per Foggia. In sala anche più di un uditore della politica tradizionale, come il consigliere e capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Mainiero, il commercialista Mauro Pagano, il delegato al commercio della Lega, Massimo Russo.

Massimo Bugani, spalla di Luigi Di Maio a Palazzo Chigi ha esplicitato apertamente la possibilità che alle elezioni regionali il M5S possa entrare nella fase adulta e correre con 2 liste, quella del simbolo e quella del candidato presidente. L’ipotesi di una lista civica collegata si sta concretizzando per le Regioni, lo si ammette anche in periferia, a Foggia. Qualcuno nello staff se lo augura. Nelle Regioni non c’è il premio di maggioranza ma vince chi arriva primo e il M5S non ha mai vinto, deve cambiare pelle se vuole eleggere qualche Governatore in Italia. Ma nei Comuni, dove invece il sistema prevede ballottaggi e premi di maggioranza, i pentastellati continueranno a correre da soli e ieri in assemblea questo dogma statutario, valore fondante del compianto Gianroberto Casaleggio, è stato nuovamente ribadito a chi da destra, come Patrizio Ricciardi, ha chiesto che siano “messe da parte le primedonne” e si lavori alla selezione di un sindaco super partes, modello Giuseppe Conte, che possa unire le istanze CinqueStelle con quella della Lega. “Se andiamo insieme, noi vinciamo e andiamo a governare la città, non andremmo neanche al ballottaggio”, è la certezza, se sono veri i sondaggi che stimano la Lega al 22% e il MoVimento molto sopra il 30%, con punte che sfiorano il 38% in Puglia.

La risposta è arrivata dal Senatore Marco Pellegrini. “Alle scorse elezioni politiche non potevano esserci forze più distanti e infatti tra noi e la Lega è servito un contratto di governo per stilare le cose da fare. L’alleanza è una cosa diversa dal contratto”. Per Foggia “o si decide tutti insieme di essere granititici e compatti oppure il cambiamento non potrà essere realizzato da 32 essere umani in lista”, è stato l’incitamento della consigliera regionale Rosa Barone, che ha invitato a fare una “differenza culturale in una città ingarbugliata e corrotta”.

Dalla assemblea, dopo una prima fase istituzionale, con i portavoce Rosa Barone, Rosa Menga, Giorgio Lovecchio e Marco Pellegrini a rendicontare la loro attività nei Palazzi- la giovane medico sarà prima firmataria di un disegno di legge sulla modifica di alcune lacune della 104- sono arrivate alcune idee. Il M5S continua ad attrarre anche per istanze singole, battaglie ambientali e sociali, da condurre con la tecnica della moltitudine che si attiva, come Toni Negri ha teorizzato nei suoi ultimi testi.

No allo “scempio”, come è stato definito, dell’Iriip con le dune e il cemento dei Campi Diomedei. “Si sta distruggendo un patrimonio della nostra città, a me non frega niente degli appalti, vanno ad arricchire sempre le stesse persone”, è stato il commento aspro del deputato Giorgio Lovecchio, per il quale anche la seconda stazione ferroviaria è solo un appalto succulento ed “inutile”. “Chiediamo ai cittadini se vogliono andare a prendere il treno a 4 km da Vittorio Veneto”, è la sua provocazione. Per l’ex ippodromo è pronto ad impegnarsi insieme a Franco Cuttano anche il professionista e docente Andrea de Meo Arbore, nipote di Renzo Arbore e del dirigente dell’ex galoppatoio di Foggia.

Sì ad un intervento forte contro le barriere architettoniche in città, come ha spiegato l’avvocato Aida Nitri. “Percorrere la città per chi è in carrozzina è impossibile”. Serve una evoluzione, dall’ascolto alla gestione partecipata, secondo Rita Capaccio attivista di GranoSalus, un nome assai spendibile anche per la candidatura a sindaco. Ha fatto scalpore per chi la conosce lo stato d’animo di Marianna Barasso, storica socialista della città, che oggi vive il disagio della presenza dei migranti e parla quasi da leghista. “Nessuno mi può dare della razzista, sono sempre stata di sinistra, ma viviamo un fenomeno terribile. Baldi giovanotti chiedono l’elemosina e pretendono che gli si dia un euro solo perché ti sorridono. I semafori sono presidiati. È un problema da affrontare serissimamente”. Sui migranti il M5S anche a Foggia si spacca, le anime sono divise. Il leghismo sta permeando ampli strati della base. La portavoce Menga ha dimostrato di appartenere all’ala Fico, anzi forse ancora più lucidamente a sinistra del presidente della Camera e senza i suoi furori e cliché ideologici. “Il disagio si crea quando sperimentiamo una gestione scorretta dell’immigrazione come è stato in questi anni. In un tessuto spampanato come il nostro, i giovani migranti non hanno nulla da fare, sono dei reclusi”, ha evidenziato la deputata. Giuseppe Di Benedetto, dipendente comunale, ha chiesto con forza che il M5S sappia reperire i fondi europei per le piste ciclabili per cambiare la città. Il colonnello Giuseppe Conte, omonimo del premier, da militare ha girato l’Italia e da Trento mutua alcune prassi che Foggia ignora: collegamenti veloci tra medici di famiglia e farmacie per le ricette, vigili nelle periferie, perché spiega “non ho mai visto un vigile in Macchia Gialla a multare l’80% delle macchine che percorrono contro mano il senso unico di Via Lenotti” e almeno tre grossi parcheggi di interscambio per abbattere il traffico veicolare nel centro cittadino.

La campagna elettorale è cominciata, nei prossimi incontri sarà ancora più viva, assicurano gli attivisti organizzatori Fabrizio Baia, Gabriele, Giuseppe De Lillo, Michele Tomasulo e tanti altri.

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