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Home - Disperso in Foresta Umbra, salvato dai Cacciatori. “Ho avuto paura di morire”

Disperso in Foresta Umbra, salvato dai Cacciatori. “Ho avuto paura di morire”

Di Francesco Pesante
4 Ottobre 2018
in Cronaca
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Come in un film. Il 42enne viestano, Stefano Calderisi ha vissuto 9 ore e mezza di inferno nel cuore della Foresta Umbra, rincorso dai cinghiali e in lotta con il freddo. A l’Immediato ha raccontato il suo calvario, avvenuto sabato scorso, durante quella che doveva essere una tranquilla escursione in mountain bike. “Sono uscito intorno alle 15 per percorrere il circuito in Foresta. Verso le 17 ho preso un percorso alternativo, in una zona che conoscevo solo marginalmente ma addentrandomi mi sono accorto di avere alcuni animali che mi inseguivano, soprattutto cinghiali ma forse anche lupi. A quel punto, spaventato, mi sono addentrando ancora di più nella vegetazione. Poi mi sono perso e sono finito in un canale. Per fortuna in quel tratto ho recuperato  linea al telefono e ho allertato 112 e forestale inviando le coordinate. A quel punto si è attivata la macchina dei soccorsi. Erano le 17e30. Dopo mezz’ora sentivo già le prime sirene. Ho iniziato a chiamare e strillare ma ero in una zona troppo bassa perciò non mi sentivano”.

Presto è calata la sera ed impaurito, Stefano ha trovato rifugio su un albero sul quale è rimasto circa 5 ore. Il telefono era ormai spento, già dalle 18. “Sono rimasto lì fiducioso – spiega – perché sapevo che mi cercavano. Ma avevo freddo a causa dell’abbigliamento leggero (quando era uscito una bella giornata) e iniziavo a soffrire per crampi. Il momento peggiore l’ho vissuto dalle 21e30 alle 22e30 circa. L’orario penso fosse quello. C’erano gli animali alla base dell’albero e non sentivo i soccorsi né vedevo luci”.

Per fortuna, verso le 24, i Cacciatori di base a Jacotenente si sono addentrati nella zona dove il 42enne stazionava. “Grazie alle coordinate da me inviate i militari hanno seguito il canale per circa 30 minuti. Io urlavo sempre fino a quando mi hanno sentito. Appena li ho visti avvicinarsi muniti di fari sono sceso e li ho abbracciati. Erano in quattro. Mi hanno confortato consegnandomi subito una coperta e dato da mangiare e bere. A piedi, in circa 30 minuti, abbiamo raggiunto l’auto e insieme ci siamo recati al Pronto soccorso di Vico del Gargano”.

Oggi Stefano vuole ringraziare tutti coloro che si sono attivati per salvarlo. Cacciatori, carabinieri di Vieste e Manfredonia, Protezione civile “Pegaso”, Giacche verdi. “Grazie di cuore a tutti”.

Inevitabile lo spavento tra parenti e amici: “I miei genitori e mia moglie sono accorsi in Foresta per contribuire alle ricerche”. Ma per fortuna l’arrivo dei Cacciatori di Puglia ha evitato il peggio. “Non lo nego, ho avuto paura di morire”.

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Tags: Cacciatori di PugliadispersoForesta UmbragarganoStefano CalderisiVieste
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