Manfredonia, i neo civici Palumbo e Prencipe di “Città Protagonista” avvisano Riccardi. “Troppe occasioni mancate”

Perde pezzi la pattuglia piddina manfredoniana. I due eletti: “Oggi è il tempo delle azioni coraggiose e di lungo respiro se vogliamo evitare la chiusura anticipata di questa esperienza”

Perde pezzi la pattuglia piddina manfredoniana. In occasione dell’ultimo consiglio comunale è stata ufficializzata la formazione del gruppo consiliare “Città Protagonista“, associazione di protagonismo civico presente nella a Manfredonia già da qualche tempo.

A darne conto i due esponenti Libero Palumbo e Antonio Prencipe (in foto sopra), consiglieri comunali di “Città Protagonista”.

Come fanno sapere in una nota i due eletti, “Città Protagonista” in consiglio comunale ha sottolineato, ancora una volta, in questo momento di grave crisi politica e amministrativa, “la necessità di aprire finalmente un dibattito libero da ogni condizionamento, ampio, condiviso e pubblico sulle azioni da intraprendere con immediatezza e decisione. Urgenze utili anche per eliminare questo clima da “faida” che in molti – e da molte parti – continuano a fomentare, che non serve certamente a superare il difficile momento che la città sta vivendo”.

L’affaire Asi sta lasciando molti strascichi nel centrosinistra sipontino. Nei giorni scorsi era intervenuto il collega sindaco cerignolano Franco Metta a difendere sui social Angelo Riccardi, ricordando che anche Michele Emiliano da sindaco di Bari era stato a guida dell’Asi barese.

“Ci rendiamo conto che colpevolmente troppe occasioni sono state sprecate- continuano Palumbo e Prencipe- Nessuno pensi, però, di salvarsi dal giudizio che ne verrà dai cittadini, solo perché i ruoli erano diversi oppure nascondendosi dietro a un dito (commissariamento). Certo, l’intera maggioranza con noi e in particolare chi ha guidato la città in questi anni se ne assumono le maggiori responsabilità, ma tutti – pur nella diversità delle posizioni – si devono sentire, almeno moralmente, responsabili. Neanche le opposizioni, così diverse, frammentate, contraddittorie (basta guardare l’ultimo consiglio comunale) e numericamente irrilevanti possono tirarsi fuori da questo giudizio negativo che accomuna tutta la classe politica. Il tempo degli inutili tatticismi e del gioco dei ruoli è finito: oggi è il tempo delle azioni coraggiose e di lungo respiro se vogliamo evitare la chiusura anticipata di questa esperienza, non dandola vinta a chi per questo salto nel “buio” sta lavorando da tempo”.

Sull’ultima seduta del consiglio comunale erano stati  molto critici anche i pentastellati manfredoniani eletti in una loro lunghissima nota.

“E’ confermata la sensazione – per noi del Movimento 5 Stelle era già certezza – che egli, qualche giorno fa, ha ritirato le dimissioni (presentate circa venti giorni prima) pur non avendo la fiducia della  maggioranza, necessaria a garantirgli la sopravvivenza politica. Come per il caso ASI – che noi abbiamo denunciato in tutte le sedi opportune – nonostante non vi siano le condizioni per ricoprire la carica di sindaco, con somma impudenza, si ostina a rimanere incollato alle sue poltrone, pur sapendo che, in qualsiasi momento, potrebbe intervenire un organo di controllo terzo e decretare d’ufficio – e con ragione – la cessazione dei suoi mandati. Nel tragicomico Consiglio Comunale, su cinque provvedimenti all’ordine del giorno, solo uno è stato discusso, votato, ma non è passato perché non vi era la maggioranza minima per l’approvazione dei provvedimenti. E’ superfluo ribadire che la “verifica degli equilibri di bilancio” era stata portata in aula senza il parere dei revisori contabili e senza la presenza degli stessi (in deroga all’articolo 115 del nostro regolamento di contabilità). Siamo pronti a scommettere che, se vi fossero stati i numeri utili, la maggioranza avrebbe approvato il provvedimento, ignorando, una volta di più, quanto previsto dalla legge e dai regolamenti”.

Il Movimento 5 Stelle di Manfredonia si è lanciato nella delineazione di alleanze e  scenari. “Purtroppo per loro, le poltrone sono poche e gli appetiti numerosi. A ciò si aggiunga il tentativo del primo cittadino di coinvolgere anche Forza Italia (4 consiglieri), proponendo loro la sedia del dimissionario Prencipe (presidenza del consiglio). I “rumors” raccontano che non ci sia ancora un’intesa sul nome e neanche una smentita ufficiale da parte del maggior partito di opposizione. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni”, avevano concluso i due consiglieri.