De profundis per la cultura a Foggia, lavoratori appesi a un filo dopo 20 anni di servizio

di ANTONELLA SOCCIO

La procedura di licenziamento è stata avviata e domani i 29 dipendenti della Promodaunia saranno sotto la Prefettura per manifestare il loro sdegno per la mancata approvazione dell’iter, che “mescolando” la Legge Madia e la Riforma Delrio li avrebbe condotti a rientrare tra il personale dell’Ente regionale, che ha la funzione dei servizi culturali e museali del territorio. La lunga storia degli addetti ai musei e agli sportelli turistici dell’amministrazione provinciale si infittisce di un nuovo capitolo. Ancora una volta il personale rischia di essere abbandonato, dopo oltre 20 anni di servizio. 

Questa mattina a Palazzo Dogana la presidente della società controllata Rosa Cicolella insieme agli altri due consiglieri del CdA, Carmine Cannelonga e Leo Iaccarino, ha tenuto una conferenza stampa per spiegare le sue ragioni davanti ad un pubblico di dipendenti deluso e preoccupato per il proprio futuro. Come ha spiegato la docente e politica piddina, tutto è cominciato con l’avvento del CdA di Promodaunia, a cui sono stati trasferiti i dipendenti della ex società Diomede. “Ci è stata molto d’aiuto la prof d’Onghia, abbiamo preso in forza gli operatori. Ci venne chiesta una presa in carico con una copertura economica di due mesi”. Ma poi come si sa si andò di proroga in proroga fino all’ottobre del 2017. “Questi 29 ragazzi, alcuni dei quali ragazzoni hanno tutti competenze specifiche”, ha rimarcato Cicolella.

In questi mesi, dopo la questione del personale bibliotecario, anche per i 29 della Promodaunia, è intervenuta la Regione Puglia dando alla Provincia la quota necessaria, nella speranza che si trovasse una risoluzione definitiva. Il passaggio pareva abbastanza possibile. Quasi certo. La convenzione sembrava a tutti piuttosto formale e chiara: i servizi passano alla Regione, con la convenzione regola i musei. Si arriva così al 12 ottobre 2017, data in cui il patrimonio bibliotecario e museale della Provincia resta nella propria disponibilità immobiliare ma viene trasferito di fatto alla Regione, che apre anche a possibili migliorie. In questa, Rosa Cicolella riferisce di non  aver mai avuto una comunicazione ufficiale sul polo biblio museale, tutto è stato comunicato solo o attraverso un passa parola istituzionale.

10 giorni fa, Promodaunia è stata convocata al tavolo con il Teatro Pubblico Pugliese, al quale erano presenti il dirigente al ramo Giovanni D’Attoli e la Regione Puglia. “Nel verbale ci si impegnava a transitare i lavoratori, dopodiché il TPP avrebbe dovuto prendere in carico le nuove forze e impegnarli nella realizzazione del sito su un progetto sulla Battaglia di Canne”. Il passaggio è stato sancito all’8 gennaio. Ma qualcosa è andato storto, facendo franare la fattibilità amministrativa di questo atto.

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La Provincia avrebbe dovuto redigere un atto nel quale ufficializzava tale transito: la Promodaunia aspettava una determina per proseguire coi servizi fino all’8 gennaio, per tutelarsi sugli stipendi. Tra l’altro la Regione aveva stanziato 135mila euro per il mese di ottobre. Soldi che non sono mai transitati e che non sono stati utilizzati per erogare gli stipendi di ottobre. “Questo non è accaduto, ancora una volta la Provincia non mi informa. Si è fermato tutto, perché nessuno mi ha detto che i servizi museali potevano essere gestiti da Promodaunia fino  a gennaio. Qual è la posizione di Promodaunia? Non ho timore sul rischio societario, subito mi sono resa conto della pericolosità del percorso, ma siamo oggi al limite della non fattibilità della società”, ha specificato la presidente, rivendicando il fatto che la controllata non ha potuto partecipare a numerosi bandi, lì dove non c’era un impiego economico da parte della controllante.  “È il momento che ognuno si prenda la sua responsabilità”, ha detto Cicolella.

Di tutt’altro tenore le parole del consigliere Iaccarino. “Ho l’obbligo di essere critico nei confronti della Regione e della Provincia, non posso farmi strumentalizzare dai due enti. 29 famiglie non percepiranno i loro stipendi. Noi siamo stati usati, siamo stati gli strumenti che hanno fatto andare avanti questo pseudo progetto. È anche vero che la Regione ha fatto i suoi sforzi, ma Miglio ha avuto paura, probabilmente ciò che hanno detto a Bari sul polo bibliomuseale serve ad altro”. L’aspetto politico e non gestionale della vicenda resta nell’ombra. Del resto Promodaunia non ha mai avuto i soldi per progettare alcunché anche la sponsorizzazione del territorio non c’è stata. Dove sono i 135mila euro regionali affidati alla Provincia per il personale? Il dubbio è che vi sia stata anche “una distrazione di fondi”. “Siamo legati. Il tavolo in Prefettura servirà a spiegare chi deve fare cosa e ad avere contezza su cosa deve mettere in atto la controllante. La mia controllante mi deve fare gli atti. La Provincia centellinava i soldi, ma noi siamo figli di quel quadro normativo. È nella convenzione che dobbiamo muoverci, siete legati a doppio filo alla Provincia”, ha evidenziato rivolta ai dipendenti, con la lettere di licenziamento in tasca.





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