Assalto ai bancomat, sgominata banda di Orta Nova. Facevano la “bella vita”

Operazione “Cash point” dei carabinieri. Sgominata un’intera banda di criminali pugliesi, residenti a Orta Nova. Questo l’esito del lavoro dei carabinieri di Osimo. Tre gli arresti per alcuni colpi messi a segno a scapito di istituti di credito del centro nord Italia. La banda utilizzava polvere esplosiva per distruggere gli sportelli bancomat e portar via denaro. 

I tre pregiudicati, legati alla criminalità organizzata, sono finiti in manette a conclusione dell’indagine condotta dal maggiore Raffaele Conforti e dal luogotenente Luciano Almiento. Il gruppo faceva la spola tra le Marche e la provincia di Foggia. B.A., 29enne, ritenuto il capo, fermato dai carabinieri mentre stava andando al Sud, in macchina, in vacanza con una donna. Gli altri due P.A., 36 anni e B.R., 21 anni (i carabinieri marchigiani hanno fornito solo le iniziali, ndr), quando sono stati presi hanno esclamato: “Ci avete beccato”.

Stando al lavoro degli investigatori, i tre conducevano una vita niente male. Belle case, tv al plasma e rifiniture in oro nonostante fossero nullafacenti. Il 4 febbraio scorso hanno assaltato la Bcc di Filottrano a San Biagio di Osimo. L8 febbraio seguente la Banca di credito cooperativo di Falconara a Monte San Vito e il 19 uno sportello Atm delle Poste, all’ufficio di Passo di Ripe a Trecastelli. Il bottino ammontava rispettivamente a 57mila euro, 40mila e 20mila. I danni strutturali e agli edifici, però, hanno raggiunto i 163mila euro.

Per i tre sono scattati gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Le accuse sono di furto aggravato ai danni di sportelli bancomat mediante esplosione, riciclaggio e detenzione illegale di sostanze esplosive in concorso. È stato disposto il decreto di sequestro degli averi in loro possesso. Ad incastrarli i filmati delle telecamere di videosorveglianza in cui si vede un’Alfa 156 rubata, in fuga dopo il colpo di San Biagio seguita da una Bmw, le stesse auto viste dai residenti. Dalle intercettazioni telefoniche i carabinieri hanno ascoltato conversazioni rigorosamente in dialetto pugliese, per camuffare tutto, e uno di loro in particolare che diceva che le schede telefoniche non erano intestate a nessuno. Uno dei tre tempo prima aveva messo a segno un colpo a Vasto, per cui era stato arrestato in flagranza di reato il 29 maggio, pur essendo agli arresti domiciliari. Le Marche era la regione considerata dalla banda territorio di conquista perché non suddiviso in organizzazioni stanziali. Secondo gli inquirenti erano in procinto di mettere a segno un altro colpo nel giro di pochi giorni.



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