“L’assicuratore può girare armato”, sentenza ribalta decisione della Prefettura di Foggia

Girare armati si o no? Da circa due anni, la Prefettura di Foggia sta respingendo al mittente gran parte delle richieste di porto d’armi pervenute negli uffici di corso Garibaldi. Una politica chiara e che, stando ai ben informati, non starebbe facendo sconti a nessuno. Ma nelle scorse ore, la Sezione Terza del Consiglio di Stato, supremo organo giurisdizionale amministrativo, con sentenza pubblicata proprio oggi, 23 marzo 2017 (procedimento n. 2410/2017 R.P.C.), si è pronunciata in via definitiva in materia di rinnovo dell’autorizzazione al porto di pistola per difesa personale, dando sonoramente torto alla Prefettura di Foggia che, come detto, negli ultimi tempi ha adottato decisioni negative al riguardo per svariate ragioni, trincerandosi dietro l’assunto secondo il quale nelle istruttorie espletate “non si evidenzierebbero particolari situazioni da cui si possano dedurre, in capo all’interessato, effettive e reali esigenze di tutela personale e quindi l’attuale bisogno di andare armato”. Il caso in questione è quello di un assicuratore foggiano, in passato vittima di intimidazioni, al quale la Prefettura aveva negato il rinnovo del porto d’armi, oggi riottenuto grazie alla sentenza del Consiglio di Stato.

Pierpaolo Fischetti

Il legale, l’avvocato Pierpaolo Fischetti del Foro di Foggia, a l’Immediato si è detto decisamente orgoglioso del risultato raggiunto: “Dopo aver incamerato una prima decisione a noi favorevole dal TAR Puglia – Bari, Sezione II, che riteneva illegittimo il diniego decretato dalla Prefettura di Foggia contro il rinnovo all’autorizzazione per il porto di pistola del mio assistito – spiega Fischetti -, ritenendo pertanto sussistenti le condizioni di dimostrato bisogno così come disposto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza – anche alla luce della rimodulazione della politica dell’ordine e della sicurezza pubblica della Provincia decisa in sede di Coordinamento Provinciale delle forze di Polizia -, la Prefettura ha ostinatamente impugnato la sentenza, trascinando il Ministero dell’Interno in un giudizio che si è rilevato infondato e pretestuoso”.

“Inoltre – dice ancora il legale – la Prefettura ha ritenuto di discostarsi dal parere positivo della questura di Foggia, a contenuto univoco, senza dare una motivazione specifica e pregnante. E dunque l’organo di Governo ha formulato giudizi basati su tipologie astratte, ignorando considerazioni in concreto eccepite puntualmente, le quali avrebbero disvelato la loro rilevanza con un approfondimento maggiore e diverso da quello evidenziato dal diniego in questione”.