Adesso il Ros è realtà, 15 nuove unità nel Foggiano. “Lo Stato c’è”

Il grande giorno del Ros è arrivato. Stamattina nel comando provinciale dei carabinieri di Foggia, presente tutto il gotha dell’Arma assieme al questore Silvis, al comandante della GdF Gazzani e ai vertici della Procura di Foggia con in testa Leonardo De Castris. In prima linea anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti e il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe. Il Raggruppamento Operativo Speciale è ora realtà in provincia di Foggia. 15 le nuove unità che si sono accasate nel nostro territorio. Il nucleo operativo va a rafforzare l’organico già presente portando in dote tanta esperienza. Contrasto alla criminalità organizzata, droga, sequestri di persona, eversione e terrorismo le “specialità” del gruppo di carabinieri. “Sembrano poche 15 unità – ha detto a l’Immediato il generale dell’Arma, Giuseppe Governale (palermitano) – ma non lo sono. In un periodo di grande difficoltà l’arrivo di nuovi militari è un segnale importante. E non bisogna dimenticarsi del supporto da Bari”.

Proprio l’intervento in conferenza stampa di Governale è stato il più forte tra quelli registrati: “Questa è una realtà delicata che vede un’infiltrazione mafiosa perniciosa almeno dalla metà degli anni ’80. Con episodi ricorrenti e sempre di particolare rilievo. Pertanto – ha aggiunto – c’è la necessità di corroborare l’impegno delle forze di polizia. Il Ros non rappresenta una panacea. Sappiamo delle difficoltà del territorio, afflitto da fenomeni estorsivi e da un elevato indice di omertà. Questa è la terra di Libero Grassi e Giovanni Panunzio (uccisi per non essersi piegati alla mafia, ndr) e dobbiamo mettere in campo una batteria forte per colmare il gap che i criminali, anche in maniera spudorata, stanno provando ad evidenziare. I clan hanno senso di appartenenza e godono del rispetto della popolazione (altrimenti non ci sarebbe tanta omertà) ma questa è anche la filosofia del gruppo operativo. Anche questi militari hanno spirito di appartenenza e grande motivazione. Porteranno una filosofia operativa del tutto nuova. L’obiettivo è imporre il ritmo e non stare a vedere cosa succede. Non so cosa faremo in termini concreti ma c’è voglia di lavorare bene e senza stare a guardare l’orologio. Foggia non è abbandonata e oggi stiamo dimostrando che lo Stato c’è”.

Il 27 aprile si completerà il trasferimento della nuova unità nel territorio foggiano e l’organizzazione logistica sarà completa. Poi si passerà all’azione, con la speranza che in sede di processo non cada l’aggravante mafiosa, cosa avvenuta troppo spesso in passato soprattutto per la criminalità garganica che, ad oggi, non è mai stata identificata come vera e propria “mafia”. Il riferimento al processo “Medioevo”, quello sulle estorsioni del clan Notarangelo a Vieste. Nonostante le pesanti pene (11 anni ad Angelo Notarangelo, poi morto ammazzato a gennaio 2015), l’aggravante mafiosa è sempre caduta. “Speriamo nell’appello” – ha detto il procuratore di Bari, Volpe che poi ha aggiunto: “Riteniamo si sia trattato di un errore dei giudici ma faremo il possibile per rendere il nostro lavoro sempre più efficace”. Poi ha evidenziato l’importanza del Ros: “Gruppo altamente specializzato, un fiore all’occhiello. Una squadra composta da investigatori esperti dai quali ci aspettiamo risultati importanti”.

Occhi puntati soprattutto sul Gargano: “A Vieste una situazione incandescente” – ha detto Franco Roberti. Ma sono tante le emergenze. Da Foggia a San Severo passando per Cerignola. Senza dimenticare i traffici di droga tra Albania e Gargano, un fenomeno in decisa crescita. Roberti, però, è fiducioso: “Oggi sono veramente felice ed è giusto festeggiare questo momento. È vero, Foggia è funestata dalla criminalità ma non faremo mai mancare forme di sostegno al lavoro delle forze di polizia”.

Landella: “Un aiuto autorevole ed efficace”

“La presentazione del Nucleo Anticrimine del ROS presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia, avvenuto alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, del Prefetto di Foggia, Maria Tirone, del Questore di Foggia, Piernicola Silvis, del Procuratore Capo presso la Procura della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, del Procuratore Capo presso la Procura della Repubblica di Foggia, Leonardo Leone De Castris, del comandante del ROS, Giuseppe Governale, e dei massimi vertici delle Forze dell’Ordine è una buona notizia, che conferma plasticamente l’attenzione dello Stato per il nostro territorio.

Un aiuto autorevole ed efficace nel contrasto alla criminalità organizzata e, più in generale, per il potenziamento delle azioni finalizzate all’affermazione del principio di legalità nella nostra provincia. A titolo personale ed istituzionale ringrazio, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera città di Foggia, tutti coloro i quali oggi hanno presentato in via ufficiale questa ulteriore dimostrazione della presenza dello Stato e della sua vicinanza alle comunità del territorio”.