Criminalità, agenti furiosi: “Stipendi da fame. Si pensa solo a carriera dei Generali”

“Passata la buriana del momento, le solite e tardive iniziative e le dichiarazioni di rito, “noi poliziotti” continuiamo a chiederci: ma… lo Stato dov’è?” A chiederselo è il sindacato di Polizia Nuova Forza Democratica dopo i recenti fatti di San Severo.

“L’ultimo episodio verificatosi a San Severo, provincia di Foggia – scrivono -, è la dimostrazione della fondatezza delle nostre recenti denunce, che lamentavano una notevole carenza di personale oltre all’invecchiamento del personale, in una percentuale pari al 40%, non più adeguato a svolgere determinate funzioni. Ma mai nessuno ha preso seriamente in considerazione le nostre proteste”

“Il Governo – aggiungono in una nota – ha dimostrato che se ne frega altamente della sicurezza delle Città. Difatti le ultime assegnazioni di personale, da parte del Ministero dell’Interno sul territorio foggiano, sono state inadeguate rispetto alle reali esigenze, nonostante la famosa, pregnante ed evidente “presenza” di criminalità organizzata e mafie che da decenni la fanno da “padroni”. Quando, poi, si spara, addirittura, sulla Polizia, il cittadino inizia ad essere molto preoccupato, ma chi ci deve difendere?

Occorrerebbe chiederlo alle Istituzioni locali – si legge ancora – per comprendere veramente in che situazione precaria e pericolosa lavorano i pochi poliziotti del Commissariato di San Severo e nei Comuni limitrofi. Personale che lavora ancora senza le famose e sbandierate “regole di ingaggio” e le dovute ed obbligatorie tutele per potere svolgere i propri “compiti istituzionali” che li allontanino dalle solite e rituali accuse infamanti che, grazie a leggi assurde che tutelano i delinquenti ed i criminali, possono vedere condannato chi compie il suo dovere nel difendere il cittadino, l’inesistente Stato e le sue Leggi senza senso.

Lo stanziamento per il riordino delle carriere delle forze di polizia e delle forze armate è stata la ciliegina sulla torta, è stato fatto con appena un miliardo di euro!”

E ancora: “Nonostante si vive in una emergenza sicurezza nazionale, qualche grande scienziato, anziché pensare alla sicurezza delle Città, del cittadino e delle tante famiglie oneste, ha curato solo gli interessi di carriera dei “quasi 500 grandi Generali” affossando, come sempre, il personale che lavora su strada e che ha il contatto diretto con il cittadino per garantirgli la sicurezza sul territorio.

Vi siete domandati quanto già guadagna un generale? Migliaia e migliaia di euro e quanto invece guadagna un operatore di Polizia che rischia la propria vita? Uno stipendio da fame. Le conclusioni continuano ad essere sempre le stesse, nessuno più vuole garantire la sicurezza nei fatti, lo fa solo a chiacchiere e promesse da bar… se non si investe seriamente sulla crescita numerica delle risorse umane, se non si investe sui mezzi di supporto e se non si evita di sprecare enormi risorse economiche per un “disordino di carriere” ma, soprattutto, se non si scindono i contratti per  le forze di Polizia da quelle militari, che farebbe  recuperare risorse vitali, la gente onesta diventa, sempre piu’, preda della criminalità che ha assunto, nei fatti, un controllo del territorio senza pari. Siamo vicino ai colleghi che, nonostante tutto, continuano il loro lavoro con professionalità e senso del dovere”. E concludono: “E ora che qualcuno si dia una mossa. Non con le solite chiacchiere”.

Confesercenti Foggia: “Occorre subito Reparto Prevenzione Crimine”

Sulla questione organici legata all’escalation criminalità, sono intervenuti anche S.O.S. Impresa-Rete per la Legalità e Confesercenti: “Le forze di polizia – affermano dall’associazione di categoria – svolgono in maniera egregia il loro lavoro ma il salto di qualità nel controllo del Territorio può avvenire solo fornendo loro strumenti adeguati. Da anni a Foggia, in ragione dell’alto livello criminalità, vengono aggregati equipaggi delle Compagnie di Intervento Operativo dell’Arma e di Reparti Prevenzione Crimine provenienti anche da centinaia di chilometri di distanza. 

È ora che si prenda atto che l’emergenza è quotidiana e che nella provincia di Foggia venga istituito un Reparto Prevenzione Crimine, già presente in quelle di Bari e Lecce. Reparto che consentirebbe un contrasto effettivo alla quotidianità delle azioni criminali che investono in particolar modo le città di Foggia e San Severo ma riguardano l’intera provincia e le campagne, nelle quali è difficoltosa se non impossibile una attività di prevenzione con le sole forze di polizia presenti sul territorio. 

Con un Reparto Prevenzione Crimine di 50 uomini in sede, ogni giorno il Questore ed il Comitato Provinciale di Ordine e Sicurezza Pubblica avrebbero a disposizione sul territorio 15 equipaggi operativi composti da 3 unità; presenza quotidiana e non episodica di personale specializzato che acquisirebbe piena conoscenza dei luoghi e dei soggetti criminali e che contrasterebbe con più efficacia i reati di maggior allarme sociale, quali furti e rapine, causandone una netta diminuzione come verificato in altre realtà del territorio nazionale. 

Reparto, inoltre, che rafforzerebbe anche la lotta alla criminalità organizzata, potendo essere impiegato in attività di perquisizioni ed esecuzioni di ordinanze cautelari.

Alla richiesta di una Sezione della DIA, di nessuna rilevanza per il contrasto ai reati predatori, si ritiene preferibile, in quanto si conseguirebbero maggiori risultati, il rafforzamento della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile e dell’Anticrimine dell’Arma, già operative, in quanto avvantaggiate dall’apporto conoscitivo delle indagini delle unità investigative di contrasto alla criminalità comune, operanti sul territorio.

Altrettanto apprezzabile la proposta, già avanzata dal giudice Tanga, di un progetto pilota (che potrebbe riguardare le città di Foggia e San Severo) che preveda un effettivo coordinamento degli equipaggi di Polizia di stato ed Arma addetti al controllo del territorio, avvalendosi anche della  polizia municipale e di altri servizi di polizia. 

L’auspicio è che a tali iniziative gli enti territoriali ne aggiungano altre di loro competenza, contrastando il degrado urbano, stipulando accordi con il volontariato per dare maggior senso di sicurezza alla fasce deboli nonché fornendo forme di incentivazione agli esercenti che istallino sistemi di videosorveglianza collegati con le forze dell’ordine, secondo il protocollo d’intesa firmato in Prefettura a Foggia nel dicembre 2015, che, prevedendo telecamere anche all’esterno degli esercizi, concorrerebbe a mettere  in sicurezza intere zone della città.





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