Trasferimenti illeciti di insegnanti, il Tribunale di Foggia condanna Ministero dell’Istruzione

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Feste natalizie più serene per gli insegnanti grazie ad una nuova sentenza questa volta del Tribunale di Foggia, che ribadisce l’illiceità dei trasferimenti degli insegnanti (che a causa di ciò hanno dovuto sopportare sacrifici economici e morali), e ordina al Ministero dell’Istruzione di fare tornare a casa chi ha vinto il ricorso.

Dopo le decine di sentenze favorevoli delle settimane scorse ottenute soprattutto nei tribunali del Nord, è la volta del Tribunale di Foggia che, con la sentenza n°8933/2016 del 21 dicembre scorso a firma del Giudice del Lavoro Roberta Lucchetti, ha dato ragione ad una docente della scuola secondaria di 1°originaria della provincia di Lecce, rappresentata e difesa dagli avvocati Graziangela Berloco e Gianluigi Giannuzzi Cardone, obbligata a trasferirsi a Cerignola pur di non perdere il posto di lavoro atteso e conquistato dopo anni di ulteriori sacrifici.

Il Giudice del Lavoro ha ordinato al MIUR di trasferire la docente ricorrente ad una sede di lavoro più vicina rispetto a quella in cui l’aveva relegata. Il motivo è sempre lo stesso: l’amministrazione ha letteralmente sbagliato la valutazione delle graduatorie degli insegnanti, creando un caos nell’assegnazione delle sedi, che spesso ha prodotto delle ingiustizie per cui docenti con punteggi molto alti e quindi più meritevoli si sono visti assegnare sedi lontanissime, a differenza di colleghi con punteggi inferiori che invece non si sono allontanati dal proprio territorio. 

Per l’avvocato Berloco è l’ennesima vittoria contro le “ingiustizie che hanno provocato danni economici, derivanti dall’esborso dell’insegnante per procurarsi alloggio e per viaggiare, che ha praticamente coperto il 70% circa dello stipendio della ricorrente e che ha subito anche un peggioramento della propria condizione di salute, per l’insorgenza di uno stato di disagio psicologico dovuto all’ingiusto ed illegittimo allontanamento. In questi giorni, con gli insegnanti che sono rientrati a casa per il Natale, che non hanno perso la voglia di lottare e ci chiedono da tutta Italia di agire in giudizio per tutelarli, stiamo predisponendo insieme al collega Giannuzzi Cardone una nuova ondata di ricorsi ai Tribunali del Lavoro, in attesa che il nuovo ministro dell’Istruzione voglia seriamente prendere in considerazione il dramma personale e familiare di migliaia e migliaia di lavoratori della scuola”.

Secondo il giudice “tali conseguenze pregiudizievoli, lesive di prerogative e diritti costituzionalmente tutelati, sono adeguatamente evitabili con un provvedimento di natura cautelare idoneo a preservare il diritto invocato, verosimilmente sussistente, durante il tempo necessario a farlo valere in maniera ordinaria (cit. sentenza)”.