Già accusato di tentato femminicidio, minaccia altra donna. Arrestato 34enne della provincia di Foggia

polizia stradale posto di blocco
Una ragazza brasiliana di 30 anni vittima di un giovane della provincia di Foggia, 34enne. Dopo essersi conosciuti in vacanza a Gallipoli, i due si erano ritrovati a Milano. Lui non tornava nelle proprie zone in provincia di Foggia, a causa di una pendenza giudiziaria: circa tre anni fa, a Lucera aveva accoltellato una ragazza. Ma gli era andata bene perché, nonostante fosse stato accusato di tentato omicidio, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del 2015 chiesta dal pubblico ministero era stata revocata dal giudice per le indagini preliminari.

I due avevano continuato la loro storia anche dopo le vacanze, tanto che al ritorno a Milano il 34enne, dopo aver affittato un appartamento in città a un amico, era andato a vivere a casa della ragazza brasiliana, in zona Ticinese. Presto, secondo quanto ha raccontato la ragazza, il ragazzo disoccupato (con un passato di lavori stagionali mentre gli ultimi redditi da dipendente risalgono a quasi otto mesi di retribuzione nel 2014) era diventato possessivo e aggressivo. Il 9 ottobre, dopo che già da qualche giorno lui non viveva più con lei e si era trasferito in albergo – pare fosse riuscita a convincerlo ad andarsene – lei è andata per la prima volta alla polizia. Si è presentata al commissariato e ha messo a verbale una denuncia per molestie, stalking, pedinamenti, minacce di morte anche via messaggi sul cellulare.

Uno dei problemi per la ragazza brasiliana era che lui fosse rimasto in possesso di una copia delle chiavi del suo appartamento, e infatti il consiglio dei poliziotti era stato quello di trasferirsi, se poteva, a casa di un’amica. Dal 9 ottobre la truccatrice brasiliana è rimasta in contatto telefonico con i poliziotti, che nel frattempo si sono messi sulle tracce del 34enne scoprendo che in albergo non c’era più. Lo avevano visto in giro con un amico a bordo di un’auto di grossa cilindrata intestata a una società. Approfittando dell’assenza da casa della ragazza era ritornato proprio nell’abitazione di lei, dove è rimasto per tre giorni fino all’arresto.

La donna giovedì mattina ha chiamato la polizia avvisando che aveva bisogno di passare a casa propria. Ignara che ci fosse lui, lo ha trovato all’interno dell’appartamento. Lui l’ha minacciata subito con la pistola, lei con la scusa di dover andare in bagno è riuscita a mandare un sms a un poliziotto, e anche a fare una telefonata senza far capire al ragazzo che stava parlando con un agente.

Così una volante è arrivata all’indirizzo. La porta era chiusa e l’ha aperta lui soltanto al termine di una contrattazione con i poliziotti. Aveva nascosto l’arma sotto a un comodino in camera da letto, minacciando la brasiliana di non rivelare ai poliziotti la presenza della pistola, ritrovata carica e con il cane alzato, pronta a fare fuoco.

I poliziotti hanno arrestato lui, accusato di atti persecutori, violenza privata, detenzione di arma da guerra, sequestro di persona e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, e anche un suo amico di trentacinque anni: durante una perquisizione in un appartamento di via Svevo infatti, dove pare fosse andato a vivere assieme all’amico (la stessa persona con la quale era stato visto girare a bordo dell’auto di grossa cilindrata) sono stati trovati 215 grammi di cocaina e 4.660 euro in contanti probabile provento di spaccio.



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