Quasi 40 milioni di euro per affrontare una delle emergenze sociali più complesse del territorio, con il Foggiano al centro della strategia. La Regione Puglia ha presentato il progetto “Puglia Accogliente”, finanziato con 39,6 milioni di euro del Programma regionale 2021-2027, destinato ai Comuni per promuovere l’inclusione socio-abitativa dei migranti regolari.
Un intervento che punta a superare gli insediamenti informali, particolarmente diffusi proprio nella provincia di Foggia.
Il Foggiano epicentro dell’emergenza
Secondo i dati regionali, in Puglia si contano 35 insediamenti informali di migranti e circa il 70% si trova nel territorio foggiano.
Le situazioni più critiche riguardano le aree di Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci, dove vivono circa 4mila persone in condizioni di forte marginalità sociale, sanitaria e abitativa.
Un quadro che rende la Capitanata il punto nevralgico delle politiche di intervento.
Come funzionano i finanziamenti
L’avviso prevede la riqualificazione di immobili comunali o concessi da privati in comodato per almeno dieci anni.
I progetti potranno riguardare appartamenti nei borghi in spopolamento, ex strutture pubbliche dismesse, ville confiscate o edifici inutilizzati, con l’obiettivo di creare soluzioni abitative diffuse e integrate nei contesti urbani.
Ogni Comune potrà presentare fino a tre proposte progettuali.
Contributi fino a 3 milioni
Il finanziamento massimo per ciascun progetto è di 1,5 milioni di euro, con la possibilità di aumentare il contributo fino a 3 milioni in base al numero di posti letto aggiuntivi realizzati.
Una misura pensata per incentivare interventi concreti e strutturali, capaci di incidere realmente sul territorio.
“Superare i ghetti”
L’assessora regionale Silvia Miglietta ha definito l’iniziativa strategica per affrontare il fenomeno degli insediamenti informali.
“La Regione Puglia tiene molto a questo avviso – ha dichiarato – che impiegherà circa 40 milioni di euro per aiutare i Comuni a superare i ghetti e offrire soluzioni abitative dignitose ai migranti che lavorano nei nostri territori”.
Un passo che punta a coniugare inclusione sociale, dignità abitativa e sviluppo territoriale, con una particolare attenzione alle aree più fragili della Capitanata.










