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Home - Olio e alcol farlocchi, sequestrato opificio. Evasione fiscale per circa 320mila euro

Olio e alcol farlocchi, sequestrato opificio. Evasione fiscale per circa 320mila euro

Di Francesco Pesante
21 Giugno 2016
in Cronaca
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Oltre 58 tonnellate di alcol, 4 di oli vegetali e vari macchinari per imbottigliamento ed etichettatura dei prodotti. All’apparenza sembrerebbe tutto regolare ma l’opificio sequestrato dai finanzieri di Foggia nelle campagne a sud di Cerignola, verso Canosa, non aveva nulla di legale. In buona sostanza un opificio clandestino, gestito da tre cerignolani, tutti pregiudicati (anche per spaccio di droga) che si servivano di un autista polacco per l’attività di trasporto. L’olio era destinato soprattutto in Germania. I malviventi, denunciati per contrabbando e frode in commercio (ma la loro posizione resta al vaglio per appurare anche la frode alimentare), si servivano di marchi inesistenti ma anche di quelli reali, come nel caso dell’alcol, all’insaputa delle ditte.

Gli investigatori avevano da tempo posto l’attenzione su alcune spedizioni di alcol puro, proveniente da paesi comunitari, viaggiante con documentazione che lo classificava come disinfettante e, pertanto, non assoggettabile ad accisa.

In particolare, le indagini hanno consentito di individuare e sottoporre a sequestro un primo autoarticolato, proveniente dalla Polonia, carico di 26 contenitori in plastica della capacità di 1.000 litri cadauno destinato ad un soggetto economico di Altamura risultato completamente inesistente. Un secondo ed analogo carico, originariamente diretto in Grecia, ha deviato il percorso prestabilito dirigendosi in una zona periferica di Cerignola.


L’attività di pedinamento ha portato i militari ad individuare un capannone dove effettivamente avveniva la consegna. All’interno della struttura gli investigatori si sono trovati di fronte ad una vera e propria “fabbrica” dell’illecito in cui, in violazione delle più elementari norme igienico-sanitarie ed inerenti la sicurezza del luogo di lavoro, veniva prodotto ?olio di semi vari – come accertato da esami di laboratorio – di origine sconosciuta, miscelato a clorofilla per essere imbottigliato e venduto come “olio extravergine di oliva”. Infine alcol, imbottigliato per essere destinato, illegalmente e senza essere sottoposto ad accisa, al mercato “nero” nazionale.

Con riferimento proprio all’alcol, è doveroso sottolineare che le bottiglie rinvenute, riportanti il marchio di una nota ditta campana operante nel settore – assolutamente estranea al traffico illecito – erano complete di contrassegno di Stato contraffatto attestante falsamente il pagamento dell’imposta dovuta. Inoltre, sempre all’interno del capannone sono state rivenute diverse parti meccaniche e di carrozzeria di autovetture nonché alcune targhe automobilistiche e carte di circolazione sulle quali sono in corso ulteriori indagini per accertarne la provenienza.

L’attività di contrasto alle frodi in argomento, tuttora in corso, è finalizzata a tutelare non solo gli operatori del settore, che subiscono così una forma di concorrenza sleale, ma soprattutto i consumatori che, spesso ignari della illiceità della provenienza, non ricevono alcuna garanzia sull’eventuale pericolosità del prodotto per la loro salute.

Le analisi chimiche dei campioni prelevati nel corso delle operazioni di sequestro avvenute ad Altamura hanno evidenziato che la sostanza alcolica era composta, principalmente, da alcol etilico (adatto al consumo alimentare) cui sono state aggiunte sostanze non alimentari (alcol isopropilico, alcol ter butilico e glicole propilenico) per denaturalizzarlo e renderlo idoneo per la realizzazione di profumi. Sono tuttora in corso le analisi per ricostruire la composizione del secondo lotto di prodotto utilizzato per l’imbottigliamento. A margine dell’inchiesta, i finanzieri hanno trovato nei pressi dell’opificio alcune auto cannibalizzate. Un “must” nel Basso Tavoliere.


Il materiale sequestrato

Un capannone;

58.459 litri di alcol;
4.262 litri di olio alimentare;

9.841 contrassegni di Stato contraffatti;

1.600 etichette cartacee alcol;
1.586 etichette adesive con la dicitura “olio extra vergine”;

12.365 bottiglie/lattine per alcole ed olio;
1 macchina etichettatrice ;

3 macchine per imbottigliamento alcool, complete di compressori; , ? n. 1 macchina tappatrice;
5 pompe idrauliche con relative tubazioni di collegamento;
2 carrelli elevatori;
1 bilancia elettronica;
21.000 tappi;

24 pedane in legno;
3.405 di scatole di cartone appiattiti;

9 pedane di fogli di cartone da assemblare per scatole per bottiglie; ? diverse parti meccaniche e di carrozzeria di autovetture;

documentazione fiscale varia;

targhe di circolazione;

carte di circolazione;

4 telefoni cellulari;
1 navigatore satellitare e n. 1 computer portatile.

Tags: AlcolCerignolaGuardia di FinanzaOlio falso
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