Pedopornografia, ex sacerdote foggiano nei guai. Adescava minorenni anche su Facebook e Whatsapp

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Abuso su minori, ben sette adescati in chat per convincerli, in alcuni casi, a seguirlo nella sua abitazione per avere rapporti. Con l’accusa di violenza sessuale, adescamento di minori, pornografia minorile e divulgazione di materiale pedopornografico, agenti del compartimento della Polizia postale di Bari hanno notificato in carcere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del 55enne Giovanni Trotta, ex sacerdote e dirigente sportivo della Asd Pietramontecorvino, ridotto allo stato laicale dal 16 marzo 2012, già detenuto dall’aprile 2015. L’uomo fu arrestato per presunti abusi sessuali commessi nei confronti di un 11enne, fatti per i quali è ora a processo a Bari con rito abbreviato e sarà giudicato il prossimo 14 luglio.

La misura cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi su richiesta del pm Simona Filoni. I fatti contestati, commessi a Pietramontecorvino, risalgono al 2014, epoca in cui l’indagato era già stato ridotto allo stato laicale e aveva cominciato a fare l’allenatore di una squadra di calcio. Trotta risponde dei reati di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di cinque minori di età compresa fra i 12 e i 13 anni, affidati alla sua custodia in quanto dirigente e allenatore della squadra di calcio frequentata dai bambini, nonché di loro docente di lezioni private. È inoltre accusato di pornografia minorile e divulgazione di materiale pornografico realizzato mediante lo sfruttamento sessuale, «che distribuiva e diffondeva agli stessi ed anche ad altri minori, – spiega la Procura di Bari – al fine di attrarli a sé e di metterli in competizione tra di loro, per via telematica e mediante l’applicazione `whatsapp´ del telefono cellulare in suo uso».

Risponde infine di adescamento di due 12enni, un ragazzo e una ragazza, attraverso la chat Messenger del loro profilo Facebook. Le vittime sarebbero state tutte maschi, tranne la minorenne «utilizzata dall’arrestato – spiega la Procura – al fine di ottenere materiale pedopornografico da spendere come esca con i bambini di sesso maschile di cui abusava e che si erano dimostrati più restii a recarsi presso la sua abitazione; dimostrando fintamente interesse per i soggetti di sesso femminile, infatti, Trotta riusciva a convincere anche i minori più diffidenti a recarsi presso la sua abitazione ed a perpetrare i suoi turpi crimini contro l’infanzia”.





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