Esami truccati, rinviato a giudizio il sindaco di Manfredonia per corruzione e peculato

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Angelo Riccardi rinviato a giudizio per corruzione e peculato. Il sindaco di Manfredonia, esponente del Pd, è stato invece assolto dal reato di falso. Secondo l’accusa, il professor Luigi Panzone, docente di tecnica bancaria e professionale all’ “Università Gabriele d’Annunzio” di Pescara, avrebbe segnalato Riccardi ai suoi colleghi per consentirgli di superare alcuni esami in Scienze Manageriali. Le sue pressioni sarebbero andate a buon fine, tanto che le prove sarebbero state superate senza neppure essere sostenute oppure con uno sforzo davvero minimo.

Imputati nello stesso procedimento, riguardante presunti esami truccati, anche Nicola De Marco, docente di inglese alla Facoltà di Scienze Manageriali, condannato a 5 mesi per falso, Margherita Tinari, sottoscrittrice del verbale relativo all’esame orale di Lingua Inglese II del 26 giugno 2012, che invece è stata assolta dalla medesima accusa. La posizione di Panzone che per questa vicenda il 5 marzo 2014 finì agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e falso ideologico, è attualmente al vaglio del Tribunale collegiale di Pescara in quanto si procede con il giudizio immediato.

Decisioni assunte dal gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, a fronte della richiesta del pm Rosangela Di Stefano di due anni per De Marco e un anno e quattro mesi per Tinari. L’udienza davanti al Tribunale collegiale di Pescara a carico di Riccardi prenderà il via il prossimo 15 settembre.

M5S: “Necessaria riflessione politica”

“Ieri mattina il GUP del Tribunale di Pescara ha rinviato a giudizio Angelo Riccardi per i reati di corruzione e peculato, nella nota vicenda degli “esami comprati” presso l’Università del capoluogo”. Lo scrive il Movimento 5 Stelle di Manfredonia. “Pur tenendo presente il principio di non colpevolezza (fino a condanna definitiva) stabilito dall’art. 27 della Costituzione, si sottolinea l’evidente mutamento dello status processuale del sindaco. Egli, infatti, da indagato è diventato imputato dopo che la sua posizione è stata vagliata dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale. L’esame non è stato superficiale, perché è stato invece prosciolto dal reato di falso.
A questo punto crediamo sia necessaria ed urgente una riflessione politica da parte della Coalizione Manfredonia 2020 che ha portato Angelo Riccardi a Palazzo San Domenico.
È ancora opportuno che il Comune di Manfredonia sia rappresentato da chi è sotto processo per reati contro la Pubblica Amministrazione? Non avremo, almeno fino alla conclusione del primo grado, il classico caso di “anatra zoppa”, cioè di un sindaco che lavorerà sempre con il pensiero alle sue pesanti vicende processuali e, quindi, non sereno ed efficiente?
Qui non si tratta di “vicende personali”, ma di fatti che rischiano di incidere assai negativamente su di un’Amministrazione già poco coesa ed affidabile.
Senza dimenticare, infine, che l’imbarazzante situazione del sindaco Angelo Riccardi si estende a tutta la comunità di 60.000 abitanti che dovrebbe rappresentare senza che sussista alcun dubbio sulla limpidezza del suo operato. Questa volta – concludono dal M5S – i partiti dell’attuale maggioranza a Palazzo San Domenico non possono tacere”.