Finalmente restaurata la statua di Vincenzo Lanza a Foggia, dopo anni di degrado e incuria

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La statua di Vincenzo Lanza è finalmente restaurata. Commissionati dal gruppo familiare Telesforo, Vigilante, Rosa Rosa i lavori, iniziati a settembre dello scorso anno, sono stati affidati alla restauratrice foggiana Carla Russo. Da anni lasciata in balìa del suo destino, tra degrado ed incuria, troppo spesso vittima innocente di atti vandalici, testimone inesorabile dello scorrere del tempo, la statua dedicata al nostro illustre concittadino torna al suo antico splendore. Venerdì mattina, 22 aprile, il rinato monumento collocato sul viale centrale della Villa Comunale verrà riconsegnato alla sua città. Alle ore 11:30 sarà “svelato” in una nuova veste.
Il restyling, commissionato dal gruppo familiare Telesforo-Vigilante-Rosa Rosa in collaborazione con amministrazione comunale e l’Assessorato alla Cultura ha riguardato il recupero e ripristino della statua e del basamento.

DSC_0305“Il restauro del Monumento a Vincenzo Lanza non è il punto di arrivo – dice Paolo Telesforo -, ma l’inizio di un progetto che guarda più lontano, un progetto ambizioso che mira a restituire alla città di Foggia e ai suoi luoghi simbolo, la dignità della memoria e la fruibilità da parte dei cittadini Foggiani”. Paolo Telesforo, medico, biologo e patron del Gruppo Telesforo, polo di eccellenza della sanità privata pugliese, da sempre impegnato nella promozione e salvaguardia del patrimonio culturale e naturalistico della nostra città, si confida così con i nostri lettori: “Il progetto, in continuo workflow tra me e i miei più stretti collaboratori prevede molte fasi tutte dedicate al recupero della Villa Comunale di Foggia, splendido e storico polmone verde della nostra città, luogo della memoria e simbolo di un passato importante che dobbiamo rispettare, amare e utilizzare. La prima fase del progetto consisterà nel restauro di tutte le statue dedicate alla memoria dei foggiani più illustri, come Rosati e Scillitani. Il restauro verrà effettuato e progettato sotto nostro impulso dalla bravissima Carla Russo, che ha curato il restauro della statua di Vincenzo Lanza. Le spese saranno sostenute da un gruppo di imprese e cittadini benemeriti i cui nomi presto renderemo noti. Poi passeremo al recupero della zona archeologica, delle serre, dei giardini delle essenze per finire con il bellissimo boschetto che speriamo possa ridiventare un luogo sicuro, godibile dalle famiglie foggiane senza timori di trovarsi di fronte a situazioni pericolose o imbarazzanti. A tal proposito mio cognato Gioacchino Rosa Rosa, che collabora strettamente al mio fianco, si sta facendo portavoce di un altro progetto che appoggio incondizionatamente, ovvero creare all’interno della Villa Comunale la sezione distaccata della Polizia Municipale a Cavallo. Certo ci sono delle difficoltà oggettive, con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale dovremo lottare contro la burocrazia regionale e trovare un po’ di fondi, ma siamo sicuri di portare a casa anche questa battaglia che permetterebbe alla Villa Comunale di riprendere la sua naturale funzione di luogo delle famiglie, degli anziani e dei bambini. Faccio tutto questo anche in memoria di quel sindaco foggiano che nel 1949, quando furono stanziati i fondi per ricostruire il Pronao della Villa distrutto dai bombardamenti fu pesantemente insultato e selvaggiamente malmenato per non essersi prestato a speculazioni e pressioni da parte di alcuni costruttori del nord Italia che volevano trasformare la Villa in un Albergo di lusso. Ciò nonostante, quel sindaco non arretrò di un passo. Quel sindaco era mio nonno, Paolo Telesforo”.

Il restauro del monumento a Lanza è solo la prima di una serie di iniziative che, attraverso l’auspicata collaborazione tra il Comune e i privati, punta al recupero di tutti i monumenti situati all’interno dei Giardini pubblici di Foggia.

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Franco Landella e Anna Paola Giuliani: “Foggiani diventino protagonisti attivi”

«Siamo grati ai componenti della famiglia Telesforo che così generosamente ha voluto promuovere e sostenere l’importante restauro -ha commentato il sindaco Landella.-. E’ questo lo spirito che da tempo cerchiamo di stimolare nei foggiani, che devono diventare protagonisti attivi, accanto al Comune, della rinascita anche materiale della loro città, stanti le note difficoltà economiche dell’ente. Il gruppo familiare Telesforo è l’esempio virtuoso di una classe imprenditoriale e di una società civile che vuole contribuire in prima persona al recupero di beni pubblici, che sono di tutti e che tutti dovrebbero far rispettare, per prevenire il degrado, invece di dover sempre correre ai ripari dopo le bravate dei vandali. Per questo sono felice di aver appreso dai giornali che ci sono anche altri gruppi cittadini che vogliono promuovere il restauro delle opere che decorano la villa. L’entusiasmo e la voglia di fare sono segno di ripresa di una importante coscienza civica nella nostra comunità, anche se non sempre basta la volontà: occorrono anche competenze e metodi per non rischiare di danneggiare i monumenti nel tentativo di ripulirli. Saremo lieti di esaminare i progetti che vorranno sottoporci, sempre a condizione che siano elaborati secondo le prescrizioni delle soprintendenze competenti».
«Abbiamo accolto con grande gioia l’idea che ci è stata proposta da Gioacchino Rosa Rosa a nome della famiglia Telesforo, -ha aggiunto Anna Paola Giuliani -. Lo spirito mecenatistico che traspare da questa iniziativa è segno di un amore per la propria città che dovrà essere di stimolo per quei foggiani che non hanno più rispetto dei beni culturali del nostro bel capoluogo».

I lavori di restauro del monumento dedicato a Vincezo Lanza, durati circa sette mesi, sono stati affidati alla restauratrice foggiana Carla Russo, sotto la sorveglianza della Soprintendenza ai Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Puglia.

“Per quanto riguarda la statua – ha detto Carla Russo – l’intervento è consistito in un lavoro di pulitura approfondita della struttura e successivo consolidamento nel rispetto della patina del marmo, sinonimo di antichità, secondo le raccomandazioni NorMaL per i materiali lapidei. Per il basamento e le tre file di gradini, invece, è stato necessario un intervento strutturale attraverso la riadesione delle lastre marmoree. La statua era interessata da un diffuso annerimento causato dalla presenza di muschi, funghi, e licheni, ed un apparato radicale di piante infestanti. Sulla statua erano ben visibili incrostazioni di materiale coerente ed incoerente, oltre che croste nere e macchie dovute ad escrementi di uccelli. Fessurazioni e fatturazioni interessavano gran parte del monumento”.

Il monumento a Lanza, che risale alla fine del 1800, non è solo la più importante opera scultorea della Villa Comunale di Foggia, ma è anche il primo monumento in onore a un foggiano dalla sua città. Lanza, medico, cattedratico, studioso molto noto e stimato tra i suoi contemporanei fu professore universitario e membro di commissioni scientifiche nonché deputato, vicepresidente della camera e patriota liberale che prese parte ai movimenti antiborbonici immediatamente precedenti all’Unità d’Italia.





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