Minorenne violentata nei bagni dell’ospedale, nei guai uomo di Cerignola. L’arresto a Milano

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Minorenne violentata nei bagni dell’ospedale Niguarda a Milano. In manette Raffaele Sarcina, pregiudicato di Cerignola, residente a Somaglia (Lodi). La polizia lo ha arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata.

L’episodio è avvenuto il 3 febbraio scorso. La vittima è una 16enne. Quel giorno si era recata assieme ai genitori al Niguarda, dove è in cura da diversi mesi, per un day hospital al reparto ‘Centro di nutrizione per disturbi alimentarì. Sarcina l’ha tenuta d’occhio mentre attraversava il corridoio per andare in bagno e, quando lei è entrata, l’ha seguita. Il bagno del reparto per minori con disturbi alimentari, per motivi di sicurezza, non si chiude a chiave né dall’interno né dall’esterno. Inoltre all’uscita sono posizionate delle telecamere, per riprendere eventuali gesti autolesionisti dei giovani pazienti.

L’uomo ha aspettato che la ragazza facesse i suoi bisogni, e ancor prima che si sistemasse i vestiti le si è fiondato davanti. A quel punto si è slacciato i pantaloni, le ha mostrato i genitali e l’ha stretta con le braccia per palpeggiarla. La ragazza, bloccata, è riuscita a divincolarsi ed è fuggita dal bagno chiedendo aiuto alle operatrici sanitarie che l’hanno soccorsa. Il primario ha immediatamente avvisato la polizia. Il volto del 45enne, che in un primo momento ha cercato di inseguire la 16enne mentre scappava, sono state riprese in modo nitido dalle immagini di sorveglianza

Le manette sono scattate venerdì 8 aprile. Per il 45enne, che ora si trova al carcere milanese San Vittore, l’accusa è di violenza sessuale aggravata in quanto la vittima, oltre ad essere minorenne, è un “soggetto fragile in cura per anoressia”. La polizia ha analizzato le immagini delle telecamere registrate prima e dopo l’episodio avvenuto il 3 febbraio, alle 16 del pomeriggio, e ha il sospetto che recentemente nello stesso ospedale sia avvenuto almeno un secondo episodio ai danni di una minorenne. L’uomo, nullafacente, non utilizzava alcun travestimento per confondersi con il personale sanitario, ma girava nei reparti vestito come un qualsiasi paziente o parente di ricoverati: jeans blu, camicia e giacca. Con precedenti per droga e reati contro il patrimonio, nel 2002 era stato arrestato per aver violentato nel giardino sempre del Niguarda una ragazza maggiorenne ricoverata per problemi psichici, ed era stato condannato a 4 anni e 3 mesi. Al tempo l’uomo viveva vicino all’istituto ospedaliero, e nonostante successivamente si fosse trasferito in provincia di Lodi aveva continuato a frequentare il bar del Niguarda.

Ma non è tutto: la polizia sospetta possano esserci stati altri casi. Le indagini proseguono.