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Home - L’anziano di San Severo ucciso dal vicino di casa, ha confessato il bulgaro Ivanov. “Violenza inaudita” per rubare 260 euro

L’anziano di San Severo ucciso dal vicino di casa, ha confessato il bulgaro Ivanov. “Violenza inaudita” per rubare 260 euro

Di redazione
4 Marzo 2016
in Cronaca
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fermato
Yolo Ivanov

È il 36enne bulgaro, Yolo Bogdanov Ivanov l’assassino di Antonio Carafa, l’anziano di San Severo ritrovato morto nella sua abitazione di via Pignatelli da suo figlio Michele lo scorso 14 febbraio. La vittima, 86 anni, aveva tre tagli alla testa e uno al collo, una ferita alla nuca e numerose fratture del cranio. Grazie a una complessa indagine, svolta “pancia a terra” come ha detto stamattina in conferenza stampa il procuratore capo di Foggia, Leonardo Leone De Castris, i carabinieri sono giunti al bulgaro, residente a circa 300 metri dall’appartamento di Carafa. L’assassino, nullafacente, aveva asportato le chiavi di casa dell’anziano dalla vettura di quest’ultimo. Poi la sera, poco dopo la mezzanotte, si era introdotto nell’abitazione, forse convinto di poter agire mentre Carafa dormiva. Invece l’anziano era sveglio quando è stato letteralmente sorpreso dal bulgaro. Ne è scaturita una violenta colluttazione degenerata nell’omicidio, perpetrato con una “violenza inaudita”, il commento del procuratore. Dopo aver ammazzato l’anziano, l’assassino ha messo a soqquadro l’appartamento alla ricerca di denaro e monili in oro. Alla fine è scappato via con appena 260 euro e un morto sulla coscienza.

L’indagine

I carabinieri sono arrivati a Ivanov grazie esclusivamente alle telecamere della videosorveglianza, presenti in varie zone vicine all’abitazione di Carafa. Ma nessun filmato ritraeva esattamente il 36enne. Si notavano solo i vestiti e le orecchie un po’ sporgenti. Tanto è bastato per avviare l’indagine, fatta di continui appostamenti giorno e notte alla ricerca di qualche individuo che potesse avere elementi in comune col soggetto ripreso dalle telecamere. Alla fine è spuntato Ivanov, vicino di casa di Carafa. A questo punto gli investigatori sono andati a trovarlo approfittando di un allaccio abusivo alla rete elettrica effettuato dal sospettato per alimentare di corrente la propria abitazione. In seguito lo hanno condotto in caserma per fotosegnalazione e rilevamento delle impronte digitali. Ed è qui che il bulgaro ha cominciato a tradire un evidente nervosismo. Anche perché dalle impronte è emersa compatibilità con quelle riscontrate sul montante dell’autovettura dell’anziano, dalla quale il 36enne aveva rubato le chiavi di casa.

In seguito i carabinieri hanno sequestrato scarpe e giubbino, molto probabilmente utilizzati la sera dell’omicidio. A quel punto Ivanov ha cominciato a fare le prime ammissioni facendo rinvenire un piede di porco utilizzato per l’aggressione e due mazzi di chiavi, per aprire il portone di accesso all’abitazione di Carafa e l’autovettura, occultati tra le macerie di una casa diroccata in un vicoletto del centro storico di San Severo. Messo alle strette, Ivanov ha infine confessato tutto in sede di interrogatorio dinanzi al Pubblico Ministero. Ora è nel carcere di Foggia. Continuano le indagini per accertare un eventuale coinvolgimento di complici.

Da sinistra, Basilicata, Del Gaudio, Rufino e De Castris
Da sinistra, Basilicata, Del Gaudio, Rufino e De Castris

“Un caso da scoprire a tutti i costi”

“Si è trattato di una violenza inaudita non frequente da queste parti”, così il procuratore capo De Castris ha commentato l’omicidio Carafa. “San Severo è da tempo assediata da fenomeni di criminalità organizzata. Negli ultimi giorni ci sono stati importanti sequestri di ordigni e droga, questo a confermare l’attenzione massima e quotidiana verso tutta la città. Se la gente collaborasse di più, cosa che non avviene, sarebbe tutto molto più semplice. Ma questo è un problema che attanaglia l’intera provincia”.

Con De Castris in conferenza anche il comandante provinciale dei carabinieri, Antonio Basilicata, il colonnello Pasquale Del Gaudio e la pm Landi. “Un caso efferato – ha detto Basilicata – da catalogare tra i crimini violenti e da scoprire a tutti i costi. Serviva un impeto importante nelle indagini per arrivare subito al colpevole. Il tutto senza intercettazioni ma grazie a piccoli spunti forniti dai filmati della videosorveglianza”.

Comune parte civile

Il sindaco di San Severo Francesco Miglio ha ringraziato il comando provinciale e locale della Compagnia dei carabinieri per aver individuato l’autore dell’omicidio. “Il costante impegno delle forze dell’ordine – spiega Miglio – ha consentito ancora una volta di individuare chi si macchia di gravi reati a danno della collettività affidandolo alla giustizia. Il Comune di San Severo si costituirà parte civile nel procedimento a carico del presunto autore dell’omicidio”.

Tags: Antonio BasilicataAntonio CarafacarabinieriOmicidio CarafaSan Severo
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