Tonnellate di rame nella periferia di Foggia, sgominato traffico con Est Europa. Denunciato un 60enne

Il rame va via come il pane nella nostra provincia. In un deposito alla periferia di Foggia, polizia e corpo forestale hanno recuperato 2 tonnellate di “oro rosso” già pronto per essere commercializzato all’estero, presumibilmente nei paesi dell’Est Europa. 2 tonnellate per un valore di circa 10mila euro. Un foggiano di 60 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per ricettazione. L’uomo, titolare del deposito, un rottamaio autorizzato, celava al suo interno 1.680 chili di rame di vario tipo, di cui 170 di corda ramata (color argento) utilizzata negli impianti fotovoltaici con diametro di circa 2,5 centimetri, 437 chili di cavi elettrici sguainati di vario tipo e dimensioni, 1.073 chili di cavi telefonici Telecom oltre e 23 manufatti tra pentole e altri attrezzi da cucina, provento di furto in alcune abitazioni di campagna.

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La conferenza stampa in questura

“Questo fenomeno è sempre più preoccupante e allarmante”, ha detto Giancarlo Conticchio, dirigente Polfer del compartimento Puglia-Basilicata-Molise. Ormai il ‘caso Foggia’ è di interesse nazionale. Rubare rame significa soprattutto creare forti disservizi alla cittadinanza. Il taglio dei cavi può bloccare la circolazione ferroviaria, con notevoli disagi per i passeggeri, mentre colpire le reti Telecom e Enel può portare all’isolamento di interi quartieri. Insomma, un problema sempre più serio e al quale stiamo cercando di provvedere anche con l’ausilio della polizia estera”. È infatti ancora operativo il progetto Ita-Ro tra agenti italiani e rumeni, nato proprio per arginare questo fenomeno.