Sull’asino dalla Francia a Foggia, la storia di Diana e Gamin. Inseguendo il mito di Aldo Moro

Gamin, Aldo Moro e John F. Kennedy. Apparentemente, nulla sembra accomunare questi ‘personaggi’ così diversi e lontani tra loro. Eppure sono i protagonisti di una singolare storia iniziata circa quattro mesi fa da un paesino del Sud della Francia.

Lì dove Diana Kennedy risiede ormai da molti anni, lì dove ha avuto la pazza idea di seguire una ‘passione’ e intraprendere un lungo viaggio sulle orme dello statista italiano, rapito e ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978. Un viaggio che la porterà in Salento, a Maglie per l’esattezza, paese natio del Presidente della DC e che coronerà un sogno coltivato fin da bambina.
 Strano, ma neanche troppo se non fosse che l’artista 50enne ha deciso di raggiungere il suo obiettivo a piedi e con un asino per compagno di viaggio. Il mulo Gamin, appunto.

Ma com’è nata questa singolare idea? “Quando Moro fu rapito avevo 12 anni – racconta la fumettista -, era su tutte le pagine dei giornali e la vicenda mi colpì molto. Negli anni ho iniziato a fare dei disegni per trovare il modo di parlare di tutto questo. Questo leader politico italiano, rapito, assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978, ha segnato la mia infanzia e gioca un ruolo importante nel mio lavoro artistico e nella mia vita spirituale. Il mio percorso ha toccato  il villaggio di Torrida, vicino a Roma dove Moro riposa, e terminerà a Maglie luogo di nascita del politico pugliese.

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Un pellegrinaggio, il suo, curato nei minimi dettagli. “Ho comprato un asino, ho imparato l’italiano e sono partita”. La donna, insieme al suo amico mulo, ha percorso finora 2.200 chilometri. Una fantastica avventura resa possibile dalla volontà, dalla passione e anche dall’ospitalità degli italiani. “Cammino e quando non ne posso più mi fermo” dice la donna che talvolta si ferma in agriturismi o altre strutture. “Domando ai contadini se posso mettere la tenda nei loro campi, anche perché con l’asino non posso fermarmi ovunque”.

E ieri pomeriggio Diana ha trovato ospitalità nell’Azienda Agricola dei Fratelli Caione, in via Ascoli, dove ha allestito la tenda per la notte. Il viaggio, assicura, non è sponsorizzato da nessuno: “Ho investito in miei risparmi e alcuni amici mi hanno aiutata”. La storia di quest’avventura con tutti i suoi protagonisti, a cui si aggiungerà il presidente americano J. F. Kennedy, farà parte del contenuto di un libro che Diana ha in mente di pubblicare.