Video hard e violenze, una 50enne di Foggia vittima delle manie di un giovane. Ma l’incubo è finito

Immagine di repertorio

Violenze fisiche e psicologiche, così un giovane teneva sotto scacco una donna foggiana di 50 anni. Calci, pugni, umiliazioni. Un incubo finito solo grazie agli uomini della polizia che hanno eseguito una misura di custodia cautelare ai danni del 30enne. L’arrestato costringeva la donna a farsi filmare in atteggiamenti intimi con sconosciuti o di partecipare a scambi di coppia organizzati su un sito web per adulti al quale il 30enne si era iscritto. Alcuni di questi incontri – ha riferito la vittima – sono stati anche filmati dallo stesso, ed il materiale è oggetto di specifiche indagini della polizia postale.

La donna (una badante divorziata, oltre che madre di un ragazzo) accettava di assecondare le ossessioni del suo carnefice “per amore nei confronti dell’indagato e per quieto vivere”. La 50enne ha anche tentato il suicidio prima di finire in una struttura protetta.

I fatti risalgono al settembre del 2014, ma le condotte vessatorie e le molestie sarebbero precedenti. Secondo gli inquirenti, infatti, l’indagato maltrattava quotidianamente la convivente, che più volte aveva tentato di lasciarlo, ma era tornata sui suoi passi per paura di ritorsioni nei confronti suoi e dei suoi cari (oltre al figlio ha un padre anziano e malato).

“Piuttosto che lasciarti ti do’ fuoco” le avrebbe detto il giovane dopo l’ultima discussione per costringerla a tornare indietro; minacce di morte mescolate allo spettro di rivelare a tutti le “particolarità” della loro relazione, nelle estensioni on-line. A seguito dell’ennesimo litigio, sfociato in violenze quali calci e pugni, la donna si era rifugiata in un hotel cittadino, ma era stata prontamente individuata dal suo aguzzino. 

Stessa cosa accaduta in un centro protetto, dove la stessa aveva trovato accoglienza dopo aver sporto denuncia. Nonostante fosse stato già destinatario del divieto di avvicinamento, il 30enne ha continuato a cercare e trovare la donna. Fino allo scorso 31 luglio, quando nei suoi confronti è stata eseguita la misura di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Bari. L’indagato ha però respinto ogni accusa.