Senza personale e direttore. La storia infinita della biblioteca comunale di Lucera

Dopo oltre un decennio di lavori a singhiozzo, nel 2011 è iniziato il trasferimento del fondo librario antico dalla sede storica di Corso Garibaldi al Complesso del SS. Salvatore, meglio noto come San Pasquale. Risale a quel periodo l’apertura di un’inchiesta, mai risolta, su furti ai danni del patrimonio bibliotecario e una tentata violazione della nuova sede conventuale.

Il 16 marzo 1817 il sindaco di Lucera Don Onofrio Bonghi informava il Decurionato circa la volontà del Cavaliere Don Gaetano De Nicastro, di voler donare alla Città di Lucera la propria biblioteca ereditata dallo zio Don Giuseppe Marchese Scassa, allo scopo di dar vita ad una biblioteca pubblica a vantaggio di tutta la collettività.

Inaugurata il 30 maggio 1817, intitolata nel 1896 allo statista e letterato lucerino Ruggero Borghi e trasferita nel 1904 a Palazzo Mozzagrugno, rappresenta una delle massime espressioni culturali cittadine.

Durante la IIª guerra mondiale fu la quarta biblioteca pugliese, in ordine di gravità, per i danni subiti provocati da azioni militari. Fortunatamente essi si limitarono al fabbricato e all’arredamento. Indenne restò invece il materiale librario.

Ingente è il suo patrimonio, arricchitosi negli anni di opere di carattere letterario, storico, giuridico e scientifico. Più di 100.000 volumi catalogati, oltre 20.000 miscellanee ed opuscoli sciolti; una ricca sezione manoscritta, composta da 450 volumi; oltre 120 volumi di deliberazioni decurionali dal 1498 al 1900; un’aggiornata emeroteca, con più di 100 abbonamenti a riviste e giornali. Vere rarità sono infine 35 incunaboli a stampa, 850 cinquecentine, 150 pergamene, i manoscritti del canonico Carlo Corrado, nonché la raccolta microfilmata del “Foglietto” e una sezione dedicata all’archivio Salandra.

Essendo divenuto insufficiente lo spazio dell’attuale sede della Civica Biblioteca di Lucera, nel 1999, l’Amministrazione Bonghi approvò un progetto, redatto dall’Ing. Renato Follieri e dall’Arch. Michele D’Andrea, finalizzato al restauro e al riutilizzo dell’antico Convento del SS. Salvatore a nuova sede per la prestigiosa Istituzione Culturale Lucerina.

Il Convento, che si trova in fondo la Villa Comunale, adiacente all’ex Ospedale “Lastaria”, occupa un sito particolarmente interessante dal punto di vista storico ed archeologico, poiché lo stesso fu edificato sulle fondamenta di una chiesa così denominata sin dall’alto medioevo, a sua volta costruita sui ruderi di un tempio romano.

Infatti nel 1928 fu rinvenuta una stipe votiva sul colle del Belvedere, nei pressi del Monastero e della Chiesa. La stipe, nota con il nome di “Stipe del Salvatore”, ha riportato alla luce numerosi ex-voto riproducenti parti del corpo umano, offerti alla divinità o per l’avvenuta guarigione o per invocare una pronta guarigione.

Non è nota la divinità cui erano dedicati gli oggetti votivi della stipe ma fra questi c’è una testa femminile, adornata da un elmo, raffigurante Minerva, e forse proprio a tale divinità era consacrato il tempio.

Dopo oltre un decennio di lavori a singhiozzo, nel 2011 è iniziato il trasferimento del fondo librario antico dalla sede storica di Corso Garibaldi al Complesso del SS. Salvatore, meglio noto come San Pasquale. Risale a quel periodo l’apertura di un’inchiesta, mai risolta, su furti ai danni del patrimonio bibliotecario e una tentata violazione della nuova sede conventuale.

Dopo numerose perizie e un travagliato iter burocratico, nel 2013 la giunta Dotoli ha approvato il posizionamento dei mosaici paleocristiani di San Giusto nello spiazzo antistante l’edificio.

Attualmente, oltre la recinzione metallica, è visibile solo la facciata e lo spiazzo.Il cartello con le informazioni relative ai lavori in corso reca come data di consegna l’anno 2009.

In una rientranza adiacente l’ingresso del Pronto Soccorso, a sovrastare un mucchio di scarti edili e spazzatura, è presente un altro cartello che riferisce dei lavori di posizionamento dei mosaici recante come data di inizio dei lavori il 2014.

Talvolta corre voce dell’imminente apertura al pubblico ma nella realtà, oltre alla mancata ultimazione dei lavori, resta il problema grave della carenza di personale e dell’assenza di un Direttore.

Come porvi rimedio? Magari bandendo dei Concorsi SERI anche se le possibilità paventate riguardano il ricorso alla mobilità o la nascita di cooperative.

Alla luce di ciò,ci si domanda quando si potrà finalmente mettere la parola “Fine” ad un’altra vergognosa pagina della storia politico-amministrativa e culturale di Lucera.