24 tonnellate di cascami di ottone scovate nel porto di Bari. Provenivano dal Kosovo

Nel corso di un’operazione di servizio condotta in materia di polizia ambientale, i finanzieri del Gruppo Bari, in collaborazione con funzionari del locale Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno controllato un autoarticolato trasportante kilogrammi 23.629 di cascami di ottone provenienti dal Kosovo destinati ad una azienda italiana.

Nel corso di un’operazione di servizio condotta in materia di polizia ambientale, i finanzieri del Gruppo Bari, in collaborazione con funzionari del locale Servizio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno controllato un autoarticolato trasportante kilogrammi 23.629 di cascami di ottone provenienti dal Kosovo destinati ad una azienda italiana.

Nella circostanza, grazie all’analisi della documentazione esibita e alla “verifica fisica” del carico, è stata accertata la discordanza tra la qualità e tipologia di rifiuti, dichiarati dal produttore come provenienti dalla sola attività di demolizione di impianti termosanitari, e quelli dichiarati dall’importatore.

Tale difformità ha trovato riscontro nell’attribuzione di un “codice rifiuto” diverso da quello reale.

Inoltre, come stabilito dalla normativa comunitaria di settore, vige attualmente il divieto di ingresso nell’Unione Europea di rifiuti, da avviare al recupero, provenienti dalla Repubblica del Kosovo, in assenza dei necessari protocolli normativi bilaterali.

Pertanto, tutto il carico consistente in circa 24 tonnellate di rifiuti metallici ed il semirimorchio sono stati sottoposti a sequestro, mentre le posizioni del responsabili della società kosovara produttrice del rifiuto, della società importatrice italiana e del trasportatore del mezzo, sono state segnalate alla locale Autorità Giudiziaria per il reato di traffico illecito di rifiuti.



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