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Home - Sottratte armi alla mala del Gargano, in manette pregiudicato. Favorì latitanza boss Moretti

Sottratte armi alla mala del Gargano, in manette pregiudicato. Favorì latitanza boss Moretti

Di Redazione
21 Agosto 2017
in Cronaca
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Nella mattinata di venerdì scorso, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Giovanni Rotondo, unitamente a personale della Stazione Carabinieri di San Marco in Lamis e a quello dello Squadrone Eliportato Carabinieri “Cacciatori Sardegna”, hanno tratto in arresto Giuseppe Gravina, trentatreenne di San Marco in Lamis, per detenzione illegale di armi clandestine alterate e ricettazione. L’uomo, con piccoli precedenti, è soprattutto noto per aver favorito la latitanza di Pasquale Moretti, boss del clan della Società foggiana, Moretti-Pellegrino-Lanza. Nel 2014 il capomafia venne arrestato proprio mentre si nascondeva nel territorio di San Marco in Lamis. Sono ora in corso indagini per appurare eventuali collegamenti tra Gravina e organizzazioni criminali attive sul Gargano. 


I carabinieri, intanto, nel corso di un mirato servizio di controllo del territorio garganico finalizzato alla ricerca di armi illegalmente detenute, hanno effettuato diverse perquisizioni nelle proprietà dell’arrestato. Durante le attività sono stati trovati e sequestrati:

  • una pistola a tamburo cal. 38 special, marca “Smith e Wesson”, con matricola abrasa;
  • un fucile a canne mozze cal. 12, marca Beretta, con il calcio alterato in modo da poter essere impugnato come una pistola (le modifiche sono state effettuate alla canna e al calcio);
  • un caricatore per pistola semiautomatica cal. 7,65;
  • circa due grammi di marijuana;
  • un visore notturno a raggi infrarossi;
  • materiale vario utilizzabile per il travisamento, quale una maschera, un cappello e guanti, tutti di colore scuro.

La maggior parte del materiale è stato rinvenuto grazie alla caparbietà dei militari. Il tutto, infatti, era occultato al di sopra di un controsoffitto di legno, che è stato necessario rimuovere.

Tutto il materiale è stato sottoposto a sequestro e sarà oggetto di attenti rilievi tecnici da parte del R.I.S. per accertare, soprattutto in merito alle armi, se sia stato utilizzato per compiere altri reati. Gravina, al termine delle operazioni di rito, è stato condotto presso la casa circondariale di Foggia.

Il lavoro dei militari non conosce sosta. L’obiettivo primario è dare un volto agli assassini del quadruplice omicidio del 9 agosto scorso a San Marco in Lamis. “La criminalità ha alzato il tiro – le parole di Marco Aquilio, comandante provinciale dei carabinieri oggi in conferenza stampa -. Mi auguro che anche la società civile contribuisca trasformando l’indignazione in coraggio, denunce e segnalazioni”. E su Gravina ha aggiunto: “Soggetti come lui tendono alla recidiva. Continueremo a monitorarlo anche dopo che sarà rilasciato. Per ora – ha concluso Aquilio -, in una settimana sono state tolte alla malavita 6 pistole, 3 fucili cannemozze, 2 ordigni e numerose munizioni. Ma questo è solo l’inizio”.

Tags: cacciatori di SardegnacarabinierigarganomafiaSan Marco in Lamis
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