Nuovi dettagli emergono sull’aggressione avvenuta la notte del 7 marzo in piazza Mercato, a Foggia, che ha portato agli arresti domiciliari di Aldo Marco De Gironimo, 18 anni, e Abdoul Malik Fall, 19 anni, quest’ultimo già detenuto per altra causa. La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, al termine delle indagini condotte dalla squadra mobile.
Secondo il giudice, il quadro indiziario è sostenuto dalle dichiarazioni della persona offesa, dai riscontri investigativi e soprattutto dall’analisi delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza, ritenute pienamente compatibili con la ricostruzione dei fatti.
La ricostruzione del gip
Nell’ordinanza il giudice ricostruisce le fasi dell’aggressione. La vittima sarebbe stata avvicinata nei pressi del bar “Déjà Vu” da un gruppo di ragazzi. Secondo l’accusa, De Gironimo avrebbe raggiunto il giovane e gli avrebbe sferrato un violento pugno al volto, facendolo cadere al suolo.
Una volta a terra, il ragazzo sarebbe stato colpito ripetutamente con calci e pugni mentre era ormai inerme. Il pestaggio sarebbe proseguito fino a quando alcune persone presenti non sono intervenute, costringendo il gruppo ad allontanarsi.
Durante l’aggressione, sempre secondo quanto riportato nell’ordinanza, sarebbero stati rivolti alla vittima insulti e frasi a sfondo omofobo, circostanza che costituisce uno degli elementi valorizzati nell’impianto accusatorio.
Gli insulti a sfondo omofobo
Secondo quanto riportato nell’ordinanza del gip, durante il pestaggio la vittima sarebbe stata bersagliata anche da pesanti insulti a sfondo omofobo. Tra le frasi attribuite agli aggressori figurano: “frocio di merda”, “siete due ricchioni omosessuali”, “siete gay”, “due femminucce”, fino all’invito a “sparire dalla faccia della terra”, con l’ulteriore affermazione che “a Foggia non vengono ben visti i ricchioni”. Elementi che il giudice richiama nel ricostruire la gravità della condotta contestata.
Le prove raccolte dagli investigatori
Il gip evidenzia come le immagini delle telecamere di videosorveglianza rappresentino una prova particolarmente significativa, poiché consentirebbero di confermare la dinamica descritta dalla persona offesa. A queste si aggiungono il riconoscimento fotografico effettuato dalla vittima e gli altri elementi raccolti nel corso delle indagini dalla squadra mobile.
Le lesioni riportate dal giovane sono state giudicate compatibili con il violento pestaggio descritto nell’ordinanza e hanno richiesto il ricorso alle cure del Pronto soccorso.
Il rischio di nuovi episodi di violenza
Nel disporre gli arresti domiciliari, il giudice ritiene concreto il pericolo di reiterazione del reato, sottolineando la particolare aggressività della condotta e la violenza esercitata nei confronti della vittima senza un apparente motivo. Per questo motivo ha ritenuto adeguata la misura cautelare domiciliare, ritenuta idonea a prevenire il rischio di nuovi episodi analoghi.
Dagli atti emerge inoltre che Abdoul Malik Fall ha rifiutato l’applicazione del braccialetto elettronico, pur dichiarandosi disponibile a scontare gli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dall’ordinamento, gli indagati devono considerarsi non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.










