Il Comitato Vola Gino Lisa torna a chiedere un confronto diretto con la Regione Puglia sul futuro dell’aeroporto di Foggia. Con una lettera aperta indirizzata al presidente Antonio Decaro, l’associazione presieduta dall’avvocato Maurizio Antonio Gargiulo sollecita un incontro istituzionale per affrontare quelle che definisce le principali criticità che rischiano di frenare lo sviluppo dello scalo foggiano.
Nella missiva il Comitato ricorda di aver già inviato una precedente richiesta il 30 gennaio scorso, rimasta senza risposta, spiegando di aver deciso di rendere pubblica la nuova iniziativa “per trasparenza” e per dimostrare la volontà di instaurare un dialogo costruttivo con le istituzioni regionali.
I dubbi sul futuro del Gino Lisa
Il Comitato ripercorre la propria storia, nata dopo la mobilitazione popolare del 2011 contro la sospensione dei voli, e sottolinea di aver sempre collaborato con istituzioni e Aeroporti di Puglia sui principali dossier riguardanti lo scalo. Oggi, però, sostiene che le prospettive di crescita siano condizionate da limiti infrastrutturali e gestionali che rischiano di penalizzare l’aeroporto per molti anni.
Tra le richieste di chiarimento rivolte al presidente della Regione figurano i tempi per la realizzazione della caserma dei Vigili del Fuoco e dell’ottenimento della settima categoria antincendio, l’avvio dei lavori di riqualificazione dei piazzali e dell’aerostazione, l’insediamento della Protezione civile regionale e lo stato della procedura per la continuità territoriale.
“Con questi limiti niente low cost”
Il cuore della lettera riguarda però la capacità del Gino Lisa di competere sul mercato del trasporto aereo. Secondo il Comitato, con l’attuale configurazione della pista e le limitazioni operative imposte dall’ENAC, sarebbe difficile consentire l’operatività a pieno carico di aeromobili come i Boeing 737-800 di Ryanair o gli Airbus A320 e A321 utilizzati da compagnie come EasyJet, Volotea e Vueling. Di conseguenza, vengono sollevati dubbi anche sulla possibilità di attivare collegamenti internazionali, ritenuti fondamentali per valorizzare il potenziale turistico della provincia di Foggia.
Il Comitato evidenzia inoltre che il conseguimento della settima categoria antincendio, pur importante, non sarebbe sufficiente a superare le criticità strutturali dello scalo.
Le perplessità sul Masterplan
Tra i punti più critici viene indicato il Masterplan predisposto da Aeroporti di Puglia. Secondo il Comitato, il piano prevede una ristrutturazione dell’aerostazione dimensionata su un traffico di circa 200mila passeggeri al 2035, una previsione ritenuta insufficiente per sostenere un reale sviluppo dell’aeroporto. L’associazione teme che qualsiasi crescita superiore possa mettere rapidamente sotto pressione l’infrastruttura, rendendo poco efficace l’investimento previsto.
Un incontro con la Regione
Nella parte finale della lettera il Comitato richiama anche altri temi, tra cui la presenza di una sola compagnia aerea operativa, l’assenza di vettori low cost, la sostenibilità economica dello scalo dopo la conclusione del Servizio di Interesse Economico Generale nel 2029 e il progetto di un impianto fotovoltaico da oltre 50 ettari nell’area aeroportuale. L’associazione annuncia inoltre di voler presentare alla Regione un report comparativo tra il Gino Lisa e altri tredici aeroporti italiani di dimensioni analoghe, auspicando un confronto diretto con il presidente Decaro.








