Dopo quasi vent’anni di studi, progettazione e risorse pubbliche impiegate, il Piano Urbanistico Generale (PUG) di Manfredonia resta ancora senza adozione definitiva. A sollevare nuovamente la questione è Massimo Ciuffreda, ex capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, che in una nota critica la recente scelta dell’amministrazione di intervenire sul territorio attraverso una variante al vecchio Piano regolatore generale (PRG) per l’adeguamento al Piano paesaggistico territoriale regionale (PPTR).
Secondo Ciuffreda, la decisione rappresenta una contraddizione rispetto al percorso amministrativo portato avanti negli ultimi due decenni e apre interrogativi sulla strategia urbanistica dell’ente.
“Vent’anni di lavoro lasciati incompiuti”
Nella ricostruzione contenuta nella nota, Ciuffreda ripercorre tutte le principali tappe del Piano Urbanistico Generale. L’iter prende avvio nel novembre 2007 con la deliberazione della Giunta comunale che avvia il procedimento di formazione del PUG e della Valutazione ambientale strategica (VAS). Nel 2008 si tiene la prima Conferenza di copianificazione e nel 2009 il Consiglio comunale approva il Documento programmatico preliminare.
Dopo una fase di rallentamento, il procedimento riparte nel 2017 con l’affidamento dell’incarico di co-redazione del piano all’architetto Gianluca Andreassi. Seguono la predisposizione degli elaborati tecnici, degli studi geologici, delle analisi idrauliche, della VAS, del Piano dei servizi e dell’intera documentazione necessaria.
Nel novembre 2018 il Consiglio comunale prende atto degli elaborati e li approva ai fini della seconda Conferenza di copianificazione, conclusasi nel gennaio 2019 con il coinvolgimento della Regione Puglia e degli altri enti competenti. Nel novembre 2020 vengono infine trasmessi gli elaborati definitivi del Piano Urbanistico Generale.
Per l’ex capogruppo del PD, il PUG non è quindi un progetto rimasto sulla carta, ma uno strumento urbanistico già sviluppato attraverso tutte le principali fasi previste dalla normativa regionale.
La mancata adozione e le responsabilità politiche
Secondo Ciuffreda, mancava soltanto l’adozione del piano. I commissari straordinari, ricorda, decisero però di lasciare la scelta alla successiva amministrazione comunale, considerata la rilevanza della materia urbanistica.
Nemmeno durante i due anni dell’amministrazione guidata da Gianni Rotice si arrivò però all’approvazione definitiva, mentre l’attuale amministrazione, che aveva inserito il PUG nel proprio programma di governo, non avrebbe ancora dato seguito a quell’impegno.
Per questo motivo, osserva l’ex consigliere, sorprende la decisione di procedere oggi con una variante al Piano regolatore generale per l’adeguamento al PPTR anziché completare il percorso del Piano Urbanistico Generale.
“Il PUG è lo strumento previsto per sostituire il PRG”
Nella nota viene evidenziata anche la differenza sostanziale tra i due strumenti urbanistici.
Il PRG, sottolinea Ciuffreda, disciplina prevalentemente le destinazioni urbanistiche attraverso una rigida zonizzazione, mentre il PUG introduce una pianificazione strategica del territorio che integra tutela paesaggistica, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana, mobilità, servizi, resilienza climatica e contenimento del consumo di suolo.
Proprio per queste caratteristiche, ricorda, la Regione Puglia ha individuato il Piano Urbanistico Generale come lo strumento destinato a sostituire i vecchi Piani regolatori.
Continuare a intervenire mediante varianti al PRG, sostiene, significa affrontare i problemi in maniera puntuale senza una visione complessiva dello sviluppo urbano.
La richiesta di chiarimenti all’amministrazione
Ciuffreda riconosce che l’adeguamento al Piano paesaggistico territoriale regionale rappresenta un obbligo previsto dalla normativa. Tuttavia ritiene che sarebbe stato più coerente completare l’adozione del PUG, già ampiamente elaborato, incorporando al suo interno gli adeguamenti richiesti dal PPTR.
Da qui l’interrogativo politico posto dall’ex capogruppo del PD: perché continuare a investire sul vecchio Piano regolatore generale quando il Comune dispone già di un Piano Urbanistico Generale costruito proprio per sostituirlo?
Una domanda che, conclude Ciuffreda, riguarda non solo gli aspetti tecnici dell’urbanistica, ma anche la programmazione del territorio, la coerenza dell’azione amministrativa e l’utilizzo delle risorse pubbliche, chiedendo all’amministrazione di chiarire quale sia il futuro del PUG di Manfredonia.












