La Regione Puglia cambia passo sul trasporto pubblico locale e approva la delibera di Giunta n. 909, un provvedimento atteso da mesi da Province, Comuni e aziende del settore, sia pubbliche che private. L’atto rappresenta una svolta nella pianificazione regionale dei servizi e apre la strada alla proroga degli attuali contratti di servizio, in attesa della revisione del Piano triennale dei servizi e dei relativi costi standard.
La decisione arriva al termine di un lungo confronto con gli enti locali, le associazioni datoriali e le organizzazioni sindacali, in un contesto caratterizzato da forti tensioni dovute all’aumento dei costi di gestione e alle incertezze del mercato energetico. Sullo sfondo resta anche la delicata vicenda dell’Ataf di Foggia, al centro del dibattito sull’ipotesi di affidamento in house del servizio urbano.
La svolta annunciata da Piemontese
Il provvedimento era stato più volte anticipato dall’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Piemontese, che sin dal suo insediamento aveva manifestato l’intenzione di rivedere la pianificazione approvata dalla precedente amministrazione regionale.
Le richieste di modifica erano arrivate con forza dagli Ambiti territoriali ottimali (Ato), dalle Province e dalle associazioni di categoria, che avevano evidenziato l’impossibilità di applicare il Piano triennale dei servizi nelle attuali condizioni economiche.
La Giunta ha adottato la delibera il 30 giugno, pochi giorni dopo l’udienza davanti al Tar Puglia del 24 giugno, scegliendo così di intervenire formalmente su una questione che rischiava di creare ulteriori incertezze nel settore.
Crisi energetica e costi fuori controllo
Alla base della decisione vi è il profondo cambiamento dello scenario economico rispetto a quello in cui era stato predisposto il Piano triennale dei servizi 2024-2026.
L’aumento dei prezzi dei carburanti, dell’energia e delle altre principali voci di costo ha infatti reso necessario rivedere i costi standard utilizzati per programmare il trasporto pubblico regionale.
Secondo gli operatori del settore, le compensazioni economiche previste non sarebbero più sufficienti a garantire l’equilibrio finanziario dei futuri contratti di servizio, rendendo estremamente complessa anche la predisposizione dei Piani economico-finanziari richiesti dall’Autorità di regolazione dei Trasporti (Art).
La stessa Autorità ha riconosciuto gli effetti significativi prodotti dalla crisi energetica sul comparto del trasporto pubblico locale.
La revisione del Piano triennale
Nel testo della delibera la Regione richiama esplicitamente gli incontri svolti con Province, Ato e associazioni datoriali, dai quali sarebbe emersa la necessità di aggiornare i contenuti programmatori ed economico-finanziari del Piano triennale dei servizi 2024-2026, approvato con la Dgr n. 1632 del 29 ottobre 2025.
L’obiettivo dichiarato è adeguare la programmazione alle nuove condizioni economiche e garantire, nel frattempo, la continuità del servizio di trasporto pubblico su tutto il territorio regionale attraverso misure emergenziali.
Una scelta che segue quanto già fatto da altre Regioni, come l’Abruzzo, dove si è optato per la proroga degli attuali contratti di servizio alle stesse condizioni economiche.
Si riapre il dossier Ataf Foggia
Tra gli effetti più rilevanti della delibera vi è anche il superamento delle criticità relative all’Ataf, l’azienda che gestisce il trasporto urbano di Foggia.
Nel precedente Piano triennale la società era stata inserita tra le aziende in house, nonostante il Comune di Foggia non avesse ancora completato l’iter amministrativo necessario per ottenere tale riconoscimento.
Con il nuovo provvedimento, l’amministrazione comunale potrà ora richiedere la delega alla Provincia di Foggia e procedere alla sottoscrizione della relativa convenzione, rimettendo in moto il percorso amministrativo.
Resta tuttavia aperta la questione della sostenibilità economica e tecnica del servizio.
Affidamento in house, decisivi i pareri delle Autorità
Sul futuro dell’Ataf saranno determinanti le valutazioni dell’Autorità di regolazione dei Trasporti (Art), dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) e dell’Anac, chiamate a verificare la legittimità e la sostenibilità dell’eventuale affidamento diretto.
Il dibattito riguarda anche il principio stesso dell’in house providing, che secondo molti osservatori non dovrebbe rappresentare un’alternativa alle gare pubbliche, ma una scelta motivata da precise valutazioni economiche e industriali.
Le norme vigenti, infatti, garantiscono già la tutela dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori anche in caso di affidamenti tramite gara. Per questo motivo, la scelta del modello gestionale dovrà poggiare su piani economico-finanziari solidi e su dati oggettivi, nell’interesse dell’efficienza del servizio e della sostenibilità dei conti pubblici.
Il nodo del Tar e il confronto politico
Pur accogliendo favorevolmente la nuova impostazione della Regione, resta il rammarico per i tempi dell’intervento. Secondo diversi osservatori, la revisione della pianificazione avrebbe potuto essere avviata con alcuni mesi di anticipo, evitando il ricorso alla giustizia amministrativa.
Ora si attende la decisione del Tar Puglia, destinata comunque ad alimentare il confronto politico e istituzionale sulle criticità emerse nella predisposizione del precedente Piano triennale dei servizi e sulle future strategie per il trasporto pubblico regionale.









