• Contatti
martedì 16 Giugno 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Assalto al blindato sull’A1, cade l’aggravante mafiosa: resta l’accusa di tentata rapina per la banda foggiana

Assalto al blindato sull’A1, cade l’aggravante mafiosa: resta l’accusa di tentata rapina per la banda foggiana

Le motivazioni del Tribunale della Libertà di Bologna: il colpo era entrato nella fase esecutiva, ma non ci sono elementi per sostenere il metodo mafioso. Nel commando 17 uomini, molti provenienti da Cerignola, Foggia e San Severo

Di Redazione
16 Giugno 2026
in Cerignola e 5 Reali Siti, Cronaca
Losurdo e la banda in fuga

Losurdo e la banda in fuga

Condividi su FacebookCondividi su Twitter

La banda era pronta a entrare in azione e il progetto criminale aveva già superato la fase preparatoria. Per questo resta in piedi l’accusa di tentata rapina. Non regge invece, almeno allo stato degli atti, l’aggravante mafiosa contestata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna.

Lo scrive il Tribunale della Libertà di Bologna nelle motivazioni del provvedimento con cui ha esaminato i ricorsi presentati da dodici dei diciassette indagati accusati di aver progettato l’assalto a un blindato della Battistolli che trasportava lingotti d’oro per un valore di 7 milioni e 400mila euro.

Il colpo sventato sull’A1

L’operazione della Polizia scattò il 18 marzo 2026 tra Modena e Bologna.

Secondo l’accusa, una banda composta da almeno diciassette persone si stava preparando ad assaltare un portavalori della Battistolli in transito sull’autostrada A1 e diretto verso Paderno Dugnano, nel Milanese.

L’intervento degli investigatori portò all’arresto in flagranza di quattordici sospettati all’interno di un podere di Vignola, individuato come base logistica del gruppo. Altri tre presunti complici furono arrestati successivamente, tra aprile e giugno, su ordinanza del gip di Bologna.

“L’assalto era già iniziato”

La difesa aveva sostenuto che il piano non fosse ancora entrato nella fase esecutiva e che pertanto non fosse configurabile il reato di tentata rapina.

Secondo i legali, il blindato sarebbe transitato nel tratto interessato dal colpo soltanto intorno alle 20, mentre gli arresti furono eseguiti poco prima delle 17.

Una tesi respinta dal Tribunale della Libertà.

I giudici evidenziano che il cerignolano Francesco Pio Losurdo, ritenuto il promotore dell’azione, era arrivato nel covo di Vignola alle 16.38 e che poco prima, parlando con un altro indagato, aveva affermato: “Falli dormire, digli che dormano: mancano ancora quattro ore”.

Per il Riesame questi elementi dimostrano che il gruppo era già pronto ad agire e che l’abbandono anticipato del covo fu determinato dalla percezione della massiccia presenza delle forze dell’ordine nella zona.

“Evidentemente gli indagati non stavano andando via per appostarsi in vista dell’esecuzione dell’assalto, ma avevano deciso di abbandonare il covo in anticipo rispetto all’orario del colpo perché allertati della presenza delle forze dell’ordine”, scrivono i giudici.

Escluso il metodo mafioso

Diversa la valutazione sull’aggravante mafiosa contestata dalla Dda.

Secondo l’accusa, le modalità operative previste per l’assalto – armi da guerra, esplosivi, mezzi rubati e tattiche paramilitari – avrebbero richiamato chiaramente il modus operandi della criminalità organizzata foggiana.

Una ricostruzione che il Tribunale della Libertà non condivide.

“Dalla lettura del materiale probatorio non emergono elementi che dimostrino l’estrinsecazione del metodo mafioso”, si legge nelle motivazioni.

I giudici sottolineano che i fatti si sarebbero dovuti svolgere nelle campagne modenesi, territorio non caratterizzato da una percezione diffusa della presenza mafiosa, e che non risultano richiami espliciti da parte degli indagati all’appartenenza o alla vicinanza a organizzazioni criminali di stampo mafioso.

“Non si comprende da quale elemento le persone offese avrebbero dovuto essere convinte di trovarsi di fronte a una consorteria di origine mafiosa”, conclude il collegio.

Chi sono gli indagati

Tra i diciassette arrestati figurano numerosi soggetti originari della provincia di Foggia.

Il 18 marzo furono arrestati in flagranza i fratelli foggiani Luigi Perdonò e Antonio Perdonò, di 64 e 54 anni, il foggiano Andrea Baratto, i cerignolani Rocco Prudente, Paolo Schiavulli, Giuseppe Bruno, Matteo Cannone, Antonio Sciusco e Antonio Casamassima, il sanseverese Carmine Delli Calici, gli albanesi Emiliano Smakai, Jurgen Xhixha e Alban Zabel, oltre al salernitano Carmine Di Benedetto, residente a Vignola e proprietario del fondo utilizzato come base operativa.

Successivamente furono arrestati anche i cerignolani Francesco Pio Losurdo, indicato dagli investigatori come l’organizzatore del colpo, Leonardo Matera e l’albanese Edmond Xhaisha, residente a Cerignola.

Kalashnikov, esplosivi e mezzi rubati

Nel corso dell’operazione la Polizia sequestrò un vero e proprio arsenale: sette mitra Kalashnikov, nove caricatori, due ordigni esplosivi destinati a far saltare il blindato, sei taniche di benzina, quattro secchi contenenti chiodi a tre punte da disseminare sull’autostrada, otto veicoli rubati tra auto e furgoni, sei ricetrasmittenti, un jammer per bloccare le comunicazioni telefoniche, giubbotti antiproiettile, passamontagna, telefoni cellulari e altro materiale ritenuto funzionale all’assalto.

Fatta eccezione per Carmine Di Benedetto, che avrebbe reso dichiarazioni parzialmente confessorie, tutti gli altri indagati respingono le accuse e si dichiarano innocenti.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Tags: A1banda della marmottaBattistolliBolognaCerignolaDda BolognaFoggiaFrancesco Pio Losurdolingotti d’orometodo mafiosoSan Severotentata rapinaTribunale della Libertà
Articolo precedente

Condomini nel caos, nel mirino anche un altro amministratore foggiano. “Ci ha lasciati al buio”

Articolo successivo

Appalti pubblici, perquisizioni della Finanza: indagati sindaco di San Marco in Lamis, dirigente e imprenditori

Articoli correlati

Falsi incidenti e risarcimenti, il Riesame alleggerisce la misura per il carabiniere coinvolto

Luigi Morsillo

“L’impresa di pulizie non veniva pagata da mesi: così è emerso il caso del nostro condominio”

Lucera, il maxi rogo che ha divorato l’area del Castello: “Nove ore da soli contro l’incendio”

La Marca a PresaDiretta

“Una bomba sociale” senza soluzioni. A Borgo Mezzanone i 54 milioni mai diventati realtà

Giorgio Pienabarca

Travolto e ucciso a 17 anni, convalidato l’arresto del giovane automobilista: “Non l’ho visto, pensavo di aver investito un animale”

Luigi Morsillo e Bangkok in Thailandia

Caso Morsillo a Foggia, residenti via Fratelli Biondi: “Qui debiti per circa 100mila euro e rischio distacco dell’acqua”

Ultime Notizie

Losurdo e la banda in fuga
Cerignola e 5 Reali Siti

Assalto al blindato sull’A1, cade l’aggravante mafiosa: resta l’accusa di tentata rapina per la banda foggiana

Le motivazioni del Tribunale della Libertà di Bologna: il colpo era entrato nella fase esecutiva, ma non ci sono elementi...

Falsi incidenti e risarcimenti, il Riesame alleggerisce la misura per il carabiniere coinvolto

Antonio De Sabato

De Sabato lancia l’allarme ecomafie: “La Capitanata è già una Terra dei Fuochi”

Nunzio Angiola

Crisi al Comune di Foggia, Angiola chiude a ogni ipotesi di sostegno: “Non sarò l’undicesimo uomo”

Luigi Morsillo

“L’impresa di pulizie non veniva pagata da mesi: così è emerso il caso del nostro condominio”

Volontari encomiabili a Foggia, ripulita via Einaudi dai rifiuti abbandonati

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024