Un “venerdì nero” che ha lasciato dietro di sé un paesaggio spettrale e una ferita profonda nel cuore di Lucera. È il bilancio dell’incendio che il 12 giugno scorso ha devastato il boschetto del Colle Albano e interessato anche la Fortezza Svevo-Angioina, uno dei luoghi simbolo della città.
A raccontare la drammatica giornata sono state le Guardie Ambientali Volontarie Italiane (GAVI) di Lucera, intervenute tra le prime sul posto.
“Il nostro venerdì nero. Nove ore di lavoro ininterrotto per vedere la distruzione totale del bosco”, scrivono in un post pubblicato sui social. “Al nostro arrivo c’erano già almeno tre fronti attivi e nessuna squadra in supporto. Abbiamo operato da soli per almeno un’ora e mezza o due con il solo supporto della Polizia Locale. In queste condizioni è impossibile gestire un incendio di quelle proporzioni e con quel vento”.
L’appello delle Guardie Ambientali
Le Guardie Ambientali puntano il dito soprattutto contro un fenomeno che continua a ripetersi negli anni e che rischia di compromettere il patrimonio ambientale della città.
“Il problema più grande resta sempre lo stesso: quale futuro c’è per una città messa sotto assedio dagli stessi concittadini? È una mamma continuamente colpita dai propri figli, e questo fa male più di tutto”, si legge ancora nel messaggio.
Da qui la richiesta di aprire un confronto pubblico sul tema. “Si apra un dibattito vero, senza polemiche, un dibattito fondato esclusivamente sulle soluzioni”.
Le fiamme arrivano dentro la Fortezza
Le operazioni di spegnimento e bonifica sono proseguite fino alla mattinata successiva. Dopo oltre nove ore di intervento, i volontari della Protezione Civile e i vigili del fuoco sono riusciti a domare il rogo.
Le immagini riprese dal drone di Paolo Cibelli, socio dell’Archeoclub di Lucera “Minerva”, mostrano dall’alto l’enorme estensione dell’area bruciata attorno al Castello e lungo il Colle Albano.
Particolarmente preoccupante il bilancio tracciato dall’Archeoclub, guidato dal presidente Walter Di Pierro, che ha effettuato un sopralluogo nella mattinata successiva all’incendio.
Annullato l’evento delle Giornate Europee dell’Archeologia
Le conseguenze del rogo hanno costretto l’associazione ad annullare l’evento previsto nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026, non essendo garantite le necessarie condizioni di sicurezza.
Durante il sopralluogo, il direttivo dell’Archeoclub ha accertato che le fiamme sono penetrate anche all’interno della Fortezza Svevo-Angioina, dove hanno distrutto la vegetazione e i residui delle recenti attività di sfalcio.
“Il Colle Albano e la Fortezza rappresentano luoghi simbolo della storia e dell’identità di Lucera, patrimonio collettivo che appartiene all’intera comunità e che richiede tutela e attenzione costante”, evidenzia l’associazione. “Si tratta di una ferita profonda per il territorio. Lucera non merita tutto questo. Non merita di vedere colpiti e devastati i suoi luoghi più rappresentativi”.
L’ennesima ferita al polmone verde della città
L’incendio ha colpito uno dei principali polmoni verdi di Lucera, cancellando in poche ore un patrimonio naturalistico e paesaggistico che caratterizza l’area del Castello e del Colle Albano.
Una devastazione che riapre il dibattito sulla tutela delle aree verdi e sulla necessità di rafforzare i controlli e le attività di prevenzione. Un tema che oggi, dopo l’ennesimo rogo, torna con forza al centro dell’attenzione cittadina.











