A cinquanta giorni dall’omicidio di Dino Carta, il dolore continua a scandire le giornate di chi lo ha conosciuto e stimato. Nella palestra Fit Active di viale degli Aviatori, a Foggia, la porta del suo ufficio resta ancora chiusa. Un gesto silenzioso, quasi un tributo spontaneo da parte dei colleghi che, per il momento, preferiscono non utilizzare quel locale che era il centro della vita professionale del personal trainer quarantaduenne.
Come racconta Repubblica Bari, da settimane amici, clienti e conoscenti continuano a fermarsi davanti alla stanza, lasciando fiori e lumini accanto al manifesto del trigesimo che ricorda Carta come uno “straordinario esempio di bontà d’animo”.
La ferita è ancora aperta soprattutto per la moglie, Sara Traisci. Con lei c’è la piccola Silvia, la figlia della coppia, che la donna ha voluto accompagnare in palestra per una visita agli amici del padre.
Il ricordo dei colleghi
Tra chi continua a fare i conti con l’assenza di Dino ci sono i colleghi della Fit Active. Loris Ferrara, alla guida del gruppo partito per il RiminiWellness, ricorda come il personal trainer avrebbe dovuto essere presente all’evento.
“Dino doveva partire con noi, andarci ci fa pensare di averlo ancora accanto”, racconta.
Anche gli altri dipendenti della struttura faticano ad accettare quanto accaduto. Una delle addette alla reception, tra le ultime persone ad averlo visto vivo, ricorda quel pomeriggio del 13 aprile trascorso come tanti altri: lavoro, battute e un video registrato insieme, poche ore prima della tragedia.
Un delitto ancora senza movente
L’omicidio resta un rebus investigativo. Carta venne ucciso la sera del 13 aprile in via Caracciolo, mentre passeggiava con il cane sotto casa. L’assassino, arrivato in sella a una bicicletta elettrica e armato di pistola, esplose quattro colpi contro la vittima per poi fuggire, perdendo durante la fuga il caricatore dell’arma.
L’intera scena è stata immortalata da alcune telecamere di videosorveglianza, ma l’autore del delitto non è stato ancora identificato.
Sportivi, amici e colleghi sono stati ascoltati dai carabinieri nel tentativo di individuare un possibile movente. Le immagini raccolte dagli investigatori contengono anche registrazioni audio che potrebbero rivelarsi importanti. In particolare, una perizia fonica dovrà chiarire se una voce maschile captata da una telecamera di via Pisacane appartenga proprio a Carta.
Le piste investigative
L’inchiesta è coordinata dal pubblico ministero Giuseppe Mongelli e dal procuratore di Foggia Enrico Infante. Secondo quanto emerge, nelle ultime settimane sarebbero state escluse alcune delle ipotesi inizialmente prese in considerazione.
Gli accertamenti hanno confermato che Carta era estraneo ad ambienti criminali e godeva di una reputazione impeccabile. Anche l’analisi del telefono cellulare non avrebbe restituito elementi utili a individuare contrasti personali o professionali tali da giustificare un gesto così estremo.
Tra le piste ancora valutate dagli investigatori – e fatta emergere in anteprima da l’Immediato poche ore dopo l’omicidio – rimane quella che collega il delitto alla morte di un pregiudicato di 39 anni precipitato nel 2023 dal balcone dello stesso stabile in cui viveva il personal trainer. Un’ipotesi alimentata anche da alcuni messaggi pubblicati sui social da familiari della vittima nelle ore successive all’omicidio di Carta.
L’attesa della famiglia
Tra gli amici di Dino prevale ancora lo smarrimento. Temistocle D’Agostino, titolare del pub “Wanted” frequentato abitualmente dalla vittima e dalla moglie, continua a interrogarsi sulle ragioni di un delitto che appare inspiegabile.
“Era una persona senza scheletri nell’armadio, più rifletto su quello che è accaduto e meno capisco. Il timore è che più passa il tempo, più l’indagine diventi difficile”, osserva.
La famiglia, invece, ha scelto il massimo riserbo. A parlare è l’avvocato Michele Vaira, che segue da vicino gli sviluppi dell’inchiesta.
“Riteniamo opportuno che in questa fase delicata dell’indagine vi sia il più totale riserbo da parte della famiglia. Siamo costantemente in contatto con le forze dell’ordine e gli inquirenti, che stanno lavorando alacremente senza tralasciare nessun dettaglio della vicenda. Ribadiamo il nostro cauto ottimismo”, afferma il legale.
A cinquanta giorni dall’assassinio, la città continua ad attendere una risposta. Intanto, dietro quella porta rimasta chiusa nella palestra di viale degli Aviatori, il ricordo di Dino Carta continua a vivere ogni giorno.











