Cresce la preoccupazione per le sorti degli attivisti della Global Sumud Flotilla, il convoglio umanitario diretto verso Gaza di cui da giorni non si hanno notizie verificate. A lanciare un appello al Governo italiano sono il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta, che chiedono un immediato intervento diplomatico per fare chiarezza sulla situazione.
Al centro delle preoccupazioni vi sono in particolare Domenico Centrone, cittadino pugliese, e Dina Alberizia, originaria di Foggia, insieme agli altri attivisti e attiviste impegnati nella missione umanitaria.
L’appello della Regione Puglia
“In questi giorni il protrarsi del silenzio sulla situazione del concittadino pugliese Domenico Centrone, di Dina Alberizia, originaria di Foggia, e degli altri attivisti e attiviste del convoglio umanitario della Global Sumud Flotilla diretto a Gaza, desta notevole preoccupazione”, dichiarano Decaro e Miglietta.
Secondo i rappresentanti della Regione, l’assenza di informazioni attendibili sulle condizioni delle persone coinvolte rende necessario un intervento urgente delle istituzioni nazionali.
“Da giorni non vi sono notizie verificate sulle loro condizioni e sul loro stato di sicurezza. È una situazione che non deve essere sottovalutata”, sottolineano.
La richiesta al Governo
Il presidente della Regione e l’assessora chiedono all’esecutivo nazionale di utilizzare ogni strumento diplomatico disponibile per ottenere chiarimenti e assicurare assistenza agli attivisti.
“Chiediamo al Governo italiano di attivare senza ulteriori indugi tutti i canali diplomatici disponibili, a livello bilaterale e internazionale, per ottenere informazioni certe, garantire la tutela degli attivisti coinvolti e favorirne il rientro nel più breve tempo possibile”, affermano.
L’attenzione sui diritti umani
Decaro e Miglietta assicurano che la Regione continuerà a seguire l’evolversi della vicenda con la massima attenzione, ribadendo l’importanza della tutela delle persone impegnate in missioni umanitarie.
“Continueremo a seguire la vicenda con la massima attenzione perché il rispetto dei diritti umani, la protezione delle persone impegnate in missioni umanitarie e la trasparenza sulle loro condizioni non possono essere avvolti dal silenzio”, concludono.











