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Home - Elicottero caduto, i familiari di cinque vittime contro l’archiviazione: a luglio l’udienza decisiva

Elicottero caduto, i familiari di cinque vittime contro l’archiviazione: a luglio l’udienza decisiva

I parenti contestano le conclusioni della Procura di Foggia che attribuisce il disastro alle condizioni meteo avverse. Chiesti nuovi accertamenti, audizioni di consulenti e acquisizione di documenti sui controlli effettuati sul servizio

Di Redazione
2 Giugno 2026
in Cronaca, Foggia
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A quasi quattro anni dalla tragedia del 5 novembre 2022, i familiari di cinque delle sette vittime dell’elicottero Alidaunia precipitato nelle campagne di Apricena si oppongono alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro colposo avanzata dalla Procura di Foggia. Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, sarà il giudice per l’udienza preliminare Cecilia Massarelli ad ascoltare il prossimo 2 luglio, in camera di consiglio, le ragioni delle parti prima di decidere se chiudere definitivamente il procedimento o disporre ulteriori approfondimenti investigativi.

Nello schianto persero la vita sette persone: il pilota Luigi Ippolito, 60 anni, di Foggia; il copilota Andrea Nardelli, 39 anni; il medico del 118 Maurizio De Girolamo, 64 anni, in servizio alle Tremiti e diretto a casa; e una famiglia slovena in vacanza sul Gargano composta da Bostjan Rigler, 54 anni, dalla moglie Mateja Curk-Rigler, 44 anni, e dai figli Jon e Liza, di 14 e 13 anni.

La richiesta di nuove indagini

A opporsi all’archiviazione sono gli avvocati Marco Scillitani e Fiorenzo Ceri, che assistono i familiari del medico sanseverese, e l’avvocata Barbara Riffer, legale della famiglia slovena.

I ricorrenti contestano le conclusioni raggiunte dalla Procura dopo oltre tre anni di accertamenti e sostengono che vi siano ancora aspetti da chiarire in merito alle eventuali responsabilità dell’equipaggio e della compagnia Alidaunia. Per questo chiedono ulteriori indagini, l’audizione dei consulenti tecnici di parte e di alcuni testimoni, oltre all’acquisizione di nuova documentazione.

Tra le richieste avanzate figura anche quella dell’avvocato Marco Scillitani, che sollecita l’acquisizione di “tutta la documentazione sui rapporti tra Regione Puglia e Alidaunia per ricostruire i controlli effettuati e le prescrizioni imposte”.

La posizione della procura

La richiesta di archiviazione è stata depositata il 13 novembre 2025 dal pubblico ministero Matteo Stella. Secondo la procura, dalle indagini non sarebbero emersi elementi idonei ad attribuire responsabilità colpose ai soggetti coinvolti a vario titolo nel volo, dai piloti ai proprietari dell’elicottero fino ai manutentori.

Il pm richiama le conclusioni della consulenza tecnica affidata a due ufficiali dell’Aeronautica Militare e a un docente universitario esperto di strutture aeronautiche, oltre alle risultanze dell’Ansv, l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.

Secondo tali accertamenti, il velivolo era adeguatamente manutenuto e conforme alle prescrizioni normative. Sebbene non fosse dotato di sistemi di allarme per la prossimità al terreno o di registratori di volo e di cabina, tali strumenti non erano obbligatori per quella tipologia di aeromobile. Anche pilota e copilota vengono descritti come professionisti esperti e qualificati.

Le condizioni meteo e gli ultimi minuti di volo

L’elicottero era decollato da San Domino alle 9.19 con arrivo previsto a Foggia alle 9.40. Lo schianto avvenne invece alle 9.30 in località Castelpagano, nell’agro di Apricena.

Nella ricostruzione della procura, il disastro sarebbe stato provocato principalmente dalle condizioni meteorologiche avverse. Forti raffiche di vento e una fitta nebbia avrebbero compromesso la sicurezza del volo. Quando il radar altimetrico segnalò l’eccessiva vicinanza al terreno, non vi sarebbe stato il tempo materiale per una manovra correttiva: tra l’allarme e l’impatto trascorsero appena tre secondi.

L’elicottero colpì inizialmente alcuni alberi con la parte inferiore della fusoliera, urtandone altri con le pale del rotore principale. La rottura del sistema rese il mezzo ingovernabile, provocando il successivo schianto in una radura rocciosa.

L’ultima comunicazione radio tra il pilota e il centro informazioni volo di Brindisi risale alle 9.27, circa tre minuti e mezzo prima dell’incidente. In quel contatto non furono segnalate anomalie tecniche né richieste modifiche al piano di volo.

Le contestazioni dei familiari

Le conclusioni della procura vengono però respinte dai legali dei familiari delle vittime, che ritengono le condizioni meteorologiche già prevedibili al momento del decollo dalle Tremiti. Secondo le consulenze di parte, in presenza di quel quadro meteo il volo a vista non avrebbe dovuto essere autorizzato o comunque intrapreso.

Da qui l’ipotesi di possibili responsabilità riconducibili sia all’equipaggio sia all’organizzazione del servizio da parte del vettore aereo.

Il prossimo 2 luglio il giudice ascolterà le argomentazioni delle parti. Successivamente deciderà se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura o ordinare nuovi approfondimenti investigativi, riaprendo di fatto il percorso giudiziario sulla tragedia che sconvolse il Gargano.

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Tags: AlidauniaAndrea NardelliApricenaBarbara RifferCecilia Massarellicronaca giudiziariaelicottero Tremitigarganoincidente aereoIsole Tremitila gazzetta del mezzogiornoLuigi IppolitoMarco ScillitaniMaurizio De GirolamoProcura di Foggia
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